sabato 21 gennaio 2017

Le palazzine autocostruite verranno destinate ai profughi.

le palazzine del progetto di Vicomoscano, nel comune di Casalmaggiore

A Casalmaggiore (CR) la proposta è stata formalizzata: destinare le strutture disabitate del progetto di autocostruzione assistita per accogliere i profughi. Ci sarebbe infatti un imprenditore interessato ad ospitarvi dei profughi. A darne notizia il quotidiano online OglioPoNews.

ll Comune di Casalmaggiore - come già scrissi in un articolo precedente - ha aderito nell'anno 2006 al progetto di Autocostruzione" come riporta la pagina web del comune in provincia di Cremona.

Il progetto ha coinvolto Alisei ONG, individuata dall’amministrazione locale attraverso un bando pubblico, con l’incarico di gestire e accompagnare le famiglie di autocostruttori nella realizzazione di 20 villette.
Purtroppo però il progetto ha incontrato delle difficoltà, anche se nell’anno 2011 le 20 famiglie sono andate ad abitare le proprie case nonostante non siano mai stati completati i lavori di urbanizzazione a carico del Comune.

Nel 2012 lo stesso quotidiano precedentemente citato intervistava l'ex Sindaco Luciano Toscani che descriveva così la situazione: "il quartiere necessita di interventi di urbanizzazione, come l’asfaltatura della strada, la manutenzione del verde nell’area centrale che, in sede progettuale, doveva costituire proprio il punto d’incontro delle famiglie, il luogo di condivisione. Manca ancora l’impianto di illuminazione. Insomma, ci sono alcuni interventi da fare per concludere definitivamente il progetto. Credo sia importante per Casalmaggiore completare quest’opera. Bisogna farlo anche per queste persone che realmente si sono costruite la casa con le proprie mani, col sudore della propria fronte” (tratto dall’articolo pubblicato su OglioPoNews).

Nonostante questi propositi i lavori non sono mai stati conclusi, anzi l'amministrazione comunale, come dichiara Domenico Ferrari, uno degli autocostruttori avrebbe confessato che il programma dell’Autocostruzione ed eventuali suoi adeguamenti appare in fondo alla lista delle priorità.

Analogo orientamento avrebbe il Comune di Ravenna, che in località Filetto, sempre insieme ad Alisei, aveva avviato un progetto di autocostruzione assistita denominato "Un tetto per tutti".
Come a Casalmaggiore e come in molte altre località dove il progetto venne condotto, il cantiere si è interrotto per l'abbandono di Alisei e la mancanza di vigilanza della Banca e del Comune, nonostante gli sforzi delle famiglie che vi hanno lavorato, gratuitamente, ogni fine settimana per 3 anni.

Il Comune di Ravenna nel 2013 ha dichiarato decaduta la concessione, rientrando in possesso del lotto di terreno e del cantiere che insiste su di esso. Alle famiglie niente, anzi sono state citate per danni. La richiesta? 3 milioni € per inadempienza.
Questo ha permesso alla stessa amministrazione comunale di procedere con la pubblicazione di un bando, dell'importo di € 1.185.000 che porterà al completamento delle 14 palazzine entro il 2017.


immagini del cantiere di Filetto (RA) dello scorso mese di novembre.
Le case, una volta concluse, verranno assegnate a famiglie presenti nelle liste di attesa delle case popolari del Comune di Ravenna, disposti a trasferirsi a Filetto, distante 18 km da Ravenna e 10 km da Russi, o con più probabilità verranno utilizzate dai servizi sociali preposti del Comune per accogliervi famiglie di immigrati.

E così si metterebbe in atto la famosa economia circolare: si fa un bando che coinvolge giovani famiglie con la prospettiva della casa, le si fa lavorare gratis e, una volta fatto fallire il progetto, si arricchiscono associazioni e cooperative che potranno lucrare sui costi sostenuti dallo Stato italiano per assistere gli immigrati, ovvero i convenzionali 35 €/giorno a testa. Geniale!