sabato 4 giugno 2016

L'indecente.


Il Sindaco Fabrizio Matteucci, a sx


Ravenna è una città molto particolare, che fa parte di quel territorio a metà tra l'utopia e la stupidità che è l'Emilia Romagna, dove esistono paesi, città, province che dal referendum del '46 non hanno mai eletto un amministratore che non fosse di sinistra.
A Ravenna impera il PD, anche se prima si chiamava in un altro modo, da circa 48 anni, cioè dal dicembre del 1967!
Non è l'unica realtà e forse, come ho detto, non detiene neppure il record, perché in questi anni più di una persona, tra l'orgoglioso e il rassegnato, ci ha tenuto a dirmi che il proprio paese, la propria città natale vivesse nella sfiga da molto più tempo.
Quando parlo di sfiga, intendiamoci, non voglio esprimere un giudizio politico tranchant, credo solo che sia una sfiga farsi amministrare dalle stesse persone così a lungo, chiunque esse siano a governare.
Questo perché la politica ammuffisce, le mele marce non vengono eliminate, lo stantio è deleterio sempre, perché manca il ricambio che è sempre rigenerante, ma anche perché in una simile situazione è difficile trovare una opposizione motivata, e ancora di più una stampa libera.


In questo habitat, la città di Ravenna ha perso decenni di progresso politico, economico, culturale, sociale. Si è allontanata dalle città evolute.
Non solo è rimasta ai blocchi di partenza, troppo vecchia per competere, ma si è involuta notevolmente.

La città che ispirò Amigoni che nel 1715 scriveva di essa:
Del Viti, e del Montone infra le amene
Rive siede RAVENNA antica, e bella;
E vede il Pellegrino auguste scene
Di Palaji, e di Templi alzarsi in ella
Chiara fra Noi quanto fu in Grecia Atene,
E per fama vetusta , e per novella,
Che degli Esarchi già fu sede, ed ora
Lei come sua Reina EMILIA onora.


Ravenna con 8 monumenti patrimonio Unesco registra da decenni una perdita di competitività proprio nel turismo, facendosi superare quest'anno persino dall'anonima Forlì, non me ne vogliano i cugini romagnoli, che dal punto di vista storico e architettonico non può nemmeno reggere il paragone.

Fosse solo il turismo...

Purtroppo questo non è l'unico tasto dolente.
Ravenna è diventata una città insicura. Il 7 dicembre scorso IlSole24Ore ha pubblicato le classifiche dei reati predatori, furti in primis, delle città italiane. La città che ospita la tomba di Dante Alighieri ha ottenuto un poco lusinghiero 6^ posto, ottenendo addirittura il gradino più alto del podio per i furti in abitazione (dati Istat, aggiornati al 2014).
Dal punto di vista del lavoro le cose vanno forse peggio: a Ravenna il tasso di disoccupazione è passato dal 4,6% all'11,3% nel periodo 2008-2014, la città è l'ultima provincia d'Italia per concentrazione di imprese giovanili (IlSole24Ore, 26/02/2016), 
Sul versante ambientale si raschia il fondo del barile.
Nel 2015 la fu (defunta) capitale dell'impero Romano d'Occidente si è classificata al 21° posto delle città italiane per inquinamento atmosferico di PM10, l'Arpa definisce la qualità dell'aria che respirano i cittadini come "scadente".

IL PEGGIORE SINDACO DELLA STORIA DI RAVENNA


Fabrizio Matteucci PD




In tutto questo venerdì 3 giugno, a due giorni delle elezioni amministrative che si svolgono in città, e quindi senza possibilità di replica, i principali quotidiani della città pubblicano un'intervista al Sindaco uscente Fabrizio Matteucci, un politico senza spina dorsale che più è più volte in questi dieci anni di mandato ha contraddetto se stesso, a causa di scarsa lungimiranza e soprattutto grande inettitudine.
Questo un estratto di ciò che ha dichiarato il Primo cittadino. Se non vi dicessi che sono dichiarazioni vere credereste forse che si tratti di un pezzo del Vernacoliere di Livorno:


Ha fatto degli errori in dieci anni?

«In totale ho firmato oltre 50mila atti sensibili, che in buona sostanza corrispondono a 50mila decisioni. Nel complesso mi permetto di darmi la sufficienza. Ma il campo dove invece non posso darmela è nelle infrastrutture. In dieci anni non sono riuscito a fare qualcosa per i collegamenti stradali e ferroviari di Ravenna, non sono riuscito a far valere le esigenze della città nell’interlocuzione con le istituzioni. Potrei giustificarmi dicendo che non dipendeva solo da me ma non lo faccio e dico che questo è il punto che mi lascia insoddisfatto. Spero che il mio successore faccia meglio».
C'è stato invece un errore più specifico nelle decisioni prese?
«La prima versione del regolamento per gli artisti di strada. Ci vuole proporzionalità e infatti poi è stato corretto e alla prima infrazione deve corrispondere un avviso e non una multa, così come succede oggi».
Come vorrebbe essere ricordato?
«come il sindaco che ha difeso Ravenna dalla crisi. Rifarei tutto, ho avuto coraggio».

Ho dovuto leggere una paio di volte questa intervista in due momenti diversi della giornata per rendermi conto che non fossi in preda a un'allucinazione ma che fosse invece tutto vero. Il peggiore Sindaco che io mi ricordi, che ha permesso le maggiori nefandezze sociali mai avvenute in città.

Queste le vicende a cui mi riferisco:


1. Galletti Abbiosi





2. Tassinari: 





3. Cantiere Filetto: 





Certo che se per fare politica occorre avere codesta faccia di bronzo, è inevitabile che il solco tra cittadini e politica sarà sempre più ampio.