sabato 6 febbraio 2016

Ravenna: uffici dati gratis a chi ha truffato cittadini onesti.

Il Comune di Ravenna diede gratis per 9 anni un ufficio di circa 90 mq, nell'illustre e centralissimo Palazzo Rasponi, alla Associazione Alisei che truffò 14 famiglie nel progetto di autocostruzione assistita di Filetto (RA).


L'ufficio del Comune dato in forma gratuita ad Alisei Ong all'interno di Palazzo Rasponi, in P.zza Kennedy a Ravenna.

Nel 2002 il Comune di Ravenna mise a disposizione dell'Associazione Non Profits Alisei Ong un ufficio di proprietà dello stesso Comune, a titolo completamente gratuito, senza neppure redigere un contratto di comodato d'uso. Immobile che rimase nelle disponibilità dell'associazione fino ai primi mesi del 2010.

Un danno erariale, se ciò venisse dimostrato, di qualche centinaia di migliaia di euro, considerando il costo dell'affitto di un ufficio in posizione così centrale.

Ma come è potuto accadere?


Alisei Ong a quell'epoca (2002) aveva a Bologna uno sportello di mediazione per l'affitto, che, con la collaborazione dell'Asppi (Associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari) ed  il sostegno del Comune, affittava alloggi a costo 'sociale' a famiglie in difficoltà economica.
Allo sportello hanno bussato diverse centinaia di immigrati in cerca di casa, i risultati? Deludenti: «Abbiamo selezionato 150 famiglie, in regola e con un lavoro - racconta Ottavio Tozzo, presidente di Alisei -. Ma nell'arco di un anno, abbiamo trovato case in affitto soltanto per otto nuclei…». Alternative possibili? Eccole: l'autocostruzione di case e l'Immobiliare etica. Quest'ultima, in particolare, intende avviare in via sperimentale l'acquisto di alloggi destinati ad essere affittati a un costo sociale. «Seppure a vocazione imprenditoriale, l'Immobiliare - spiega Tozzo - ha una specifica finalità etica: facilitare l'affitto di abitazioni a prezzi equi». In sintesi: Immobiliare etica acquista alloggi sul mercato, in periferia, con superfici di circa 90 mq. Li compra con mutui ipotecari di lunga durata (che coprono il valore totale di acquisto), erogati da Banca Etica. (fonte: link )
Il Vice Presidente di Alisei Ong era all'epoca Luciano Venturi, che lavorava alla ASL di Ravenna, nel Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria, persona ben nota dall'amministrazione locale per avere ricoperto in precedenza incarichi istituzionali per la città.

la vetrina dell'ufficio di Alisei Ong a Bologna, in via Cartoleria.

Il Comune di Ravenna si fida di Alisei o di Luciano Venturi, fatto sta che nel 2003, dopo avere già messo a disposizione l'ufficio, gratis ovviamente, pubblica una indagine di mercato alla ricerca guarda caso di una associazione, possibilmente Non Profits, interessata a fare da regia a 2 cantieri di autocostruzione assistita (poi seguiti da un terzo cantiere, avviato nel 2006 a Filetto).

I requisiti erano che questa avesse già maturato esperienza in progetti simili.
In Italia a quell'epoca c'era solo Alisei Ong che vantava una simile esperienza, e guarda caso il Comune di Ravenna le aveva appena dato un proprio ufficio in pieno centro...

Il giorno dopo la pubblicazione del Comune, Alisei Ong (un'altra coincidenza) risponde esprimendo il proprio interesse

L'esito dei progetti lo conoscono tutti: 70 famiglie, che nel caso migliore (Piangipane) avranno la propria casa dopo 8 anni di lavoro (5 più del previsto), incertezze e preoccupazioni, nel caso di Savarna, dopo 8 anni di lavoro e circa il doppio del denaro pattuito e nel caso estremo a Filetto le 14 famiglie abbandonate dopo avere realizzato il grezzo.

Il capolavoro


Il Comune di Ravenna non solo non fa il proprio dovere, controllare e vigilare sul progetto e sui soldi messi a disposizione dalla Regione (500.000 €), per garantire i cittadini selezionati dalla stessa amministrazione pubblica, ma addirittura nel caso dell'ultimo progetto, quello di Filetto, si accanisce sulle famiglie di autocostruttori, chiedendo loro i danni, per 3 milioni di €, per non avere concluso i lavori! 
Peccato che il progetto stabilisse che i responsabili della progettazione, della conduzione e del completamento dei lavori fossero proprio Alisei Ong e lo stesso Comune di Ravenna e che la sparizione di Alisei Ong abbia messo in evidenza un'altra grave mancanza dell'Amministrazione: quella di non avere neppure richiesto una fidejussione a garanzia del progetto.

Ora però una domanda sorge spontanea: se l'ufficio in via Mafalda di Savoia 8/A è stato dato gratuitamente ad Alisei, qualche amministratore che percepisce lo stipendio da parte dei cittadini non dovrebbe risponderne?

Fonte documanti: DIFESACONSUMATORI.EU