lunedì 20 luglio 2015

La riluttanza del mondo Non Profit a rivelare le truffe

Rifugiati del Sudan del Sud in attesa per il cibo nel campo profughi di Kule vicino al punto Pagak Border nella regione di Gambella, in Etiopia, il 18 marzo 2014. (SOLAN GEMECHU/AFP/Getty Images)

Con l'aumentare della diffusione di truffe all'interno di progetti in zone di conflitti o catastrofi, le organizzazioni internazionali di cooperazione e di beneficenza sono sotto la lente dell'opinione pubblica per alcuni episodi di corruzione, tuttavia nel corso di un'indagine pubblica della Thomson Reuters Foundation, un terzo dei 25 enti Non Profit intervistati ha rifiutato di rendere pubblici i dati relativi agli ammanchi di bilancio dei propri progetti.


I dati raccolti da 12 delle 25 Organizzazioni Non Governative (ONG) più importanti per quota di investimenti mostrano perdite annuali di $ 2,7 milioni, cioè appena lo 0,03% del fatturato annuo sulla base dei dati forniti per gli anni 2009-2014.

Esperti di enti che si occupano di trasparenza sostengono che la cifra reale sarebbe probabilmente molto più alta se i dati non fossero tenuti in qualche modo nascosti da queste Associazioni, che si stima spendano $ 18 miliardi all'anno a livello globale in progetti umanitari.

Otto delle più grandi ONG, interrogate all'interno di questo studio pionieristico sulla responsabilità etica nel mondo del Non Profit, hanno rifiutato di rispondere, sostenendo di aver già riferito i propri ammanchi alle autorità competenti. Cinque delle più grandi ONG hanno sostenuto di non avere subito alcuna distrazione di fondi durante il periodo suddetto.

"La maggior parte delle ONG non segnala gli ammanchi come frode perché dovrebbe confrontarsi con una lunga indagine interna" ha detto il ricercatore Till Bruckner, autore del libro "Aiuti senza responsabilità".

"Richieste contabili nel campo sono ritenute irrealistiche e aggiungono stress al lavoro quotidiano di assistere persone bisognose, il che tradotto significa che il personale delle ONG a volte produce documenti fittizi per dare un'illusione di tracciabilità".

Il terremoto di Haiti 2010 - che ha visto gli haitiani accusare le autorità locali di avere deliberatamente "distratto" gli aiuti internazionali distribuiti - hanno costretto ad un ripensamento nel settore delle ONG, dice Craig Fagan, capo della policy anti-corruzione dell'istituto Transparency International.

"Direi che negli ultimi cinque anni che c'è stato un cambio di direzione" ha dichiarato Fagan.
"Si è radicata la consapevolezza, almeno a livello globale, e questo è parte della loro mission, che associazioni di beneficenza devono essere responsabili a 360 gradi delle persone con cui stanno lavorando e che stanno finanziando."

Mercy Corps (una organizzazione umanitaria fondata nel 1979 da Dan O'Neill per assistere i rifugiati cambogiani vittime degli orrori dei campi di lavoro di Pol Pot, n.d.r.) ha sostenuto di avere subito una truffa in un progetto in Afghanistan nel 2011, quando un membro del personale è fuggito con fondi del valore di $ 257,670 dopo aver incassato un assegno che aveva falsificato.

Soccorsi successivi al terremoto in Nepal del 25 aprile 2015.

Un portavoce ha detto che la perdita, che è stata completamente recuperata attraverso la polizza di assicurazione della associazione, ha rappresentato lo 0,09 per cento del totale delle entrate di quell'anno e che Mercy Corps ha modificato la sua policy interna per evitare che il problema potesse ricorrere.

La World Vision International (organizzazione cattolica che può contare su 40.000 cooperanti), la più grande ONG umanitaria del mondo, in termini di spesa, ha ammesso perdite per 1 milione di dollari, che rappresenta lo 0,01% delle risorse 2009-2013.

Un portavoce dell'associazione World Vision ha dichiarato che questi ammanchi si sono verificati nella propria sede in Zambia.

Una di queste, pari a 262 mila dollari, è stata il risultato di una collusione tra il personale, i fornitori esterni e i commessi di una banca collusa, mentre una seconda, di 306 mila dollari, era legata alla frode commessa da personale interno nelle transazioni in materia di appalti.

La Ong ha assicurato che i responsabili sono stati giudicati colpevoli e sono finiti in carcere, il personale dirigente in Zambia è stato sostituito ed il 50 per cento dei soldi sono stati recuperati.

DENUNCIARE UNA FRODE E' GIUDICATO ONEROSO

"World Vision ha rafforzato i controlli bancari elettronici e meccanismi di riconoscimento. Abbiamo anche istituito nuove procedure di controllo interno per migliorare l'individuazione delle frodi, furti, e collusione", ha detto Rudo Kwaramba, leader della World Vision in Africa, che supervisiona il lavoro dell'organizzazione in tutto il continente.

Care International, Oxfam GB, Plan International, Norwegian Refugee Council, ActionAid, Handicap International, Concern Worldwide, Médecins sans Frontières (MSF), Joint Distribution Committee American Jewish e Danish Refugee Council, tutti hanno riportato perdite comprese tra 0,002 e 0,06 per cento del proprio fatturato annuo.

Il Norwegian Refugee Council (NRC) ha rivelato 14 casi di irregolarità finanziarie in nove paesi, tra cui Liberia, Afghanistan e Pakistan. La perdita finanziaria più ingente si è registrata in Colombia, dove materiale da costruzione del valore di 50 mila dollari non ha mai raggiunto i beneficiari designati.

"Un membro del personale ha ammesso di essersi appropriato indebitamente dei fondi ed è stato licenziato", ha spiegato un portavoce NRC.

Ma i problemi non sembrano ridursi semplicemente ad ammanchi di denaro.




"La corruzione è più comlessa e comprende i casi in cui l'organizzazione deve affrontare furti, corruzione, appropriazione indebita, nepotismi, pagamenti di tangenti, raggiri, estorsioni, abusi di potere", ha detto un portavoce di Medici Senza Frontiere.

Il portavoce di MSF ha riferito di un caso riferibile al 2014 in cui sono stati saccheggiati beni materiali del valore di 790 mila dollari dalla propria sede nella Repubblica Centrafricana.

Altre organizzazioni hanno scelto di non divulgare informazioni dettagliate di frodi, che potrebbero allarmare le autorità in un ambiente in cui la corruzione è risaputa essere diffusa.

"C'è bisogno di più pressione sulle ONG per garantire che forniscano cifre chiari e tempestive, affidabili, utili e comparabili", ha affermato Robert Bourgoing, fondatore di AidInfoPlus.org, un sito che si occupa di trasparenza degli aiuti.

Internazional Rescue Committee, Christian Aid e International Medical Corps hanno dichiarato di non voler condividere i propri dati sulle truffe, ma che questi sono stati riferiti alle autorità competenti e di avere attivato meccanismi interni per affrontare il problema.

Action Against Hunger (ACF), Catholic Relief Services, Feed The Children, Samaritan's Purse, e Global Communities non hanno risposto al questionario sull'argomento "frodi interne" che è stata incluso in uno studio più ampio sul personale delle Ong, i costi relativi al reperimento dei fondi, e l'incidenza di questi sul bilancio delle organizzazioni.



Traduzione libera dell'articolo in inglese pubblicato su Reuters.com da TOM ESSLEMONT
Articolo originale http://www.reuters.com/article/2015/07/15/us-aid-business-fraud-idUSKCN0PP00V20150715