mercoledì 6 maggio 2015

Un secondo strano caso di omonimia.

Dopo i cantieri truffa di Alisei Ong del progetto UN TETTO PER TUTTI, più volte raccontatie dopo il caso di omonimia della cooperativa sociale Alisei Coop di Terni, impegnata in progetti di housing sociale in Campania con modalità del tutto simili a quelli della finta associazione umanitaria milanese, anche nel triste epilogo che stanno avendo, un altro cantiere omonimo al primo di housing sociale assurge alle cronache locali piemontesi per la denuncia di AlessandriaNews.it

immobile di San Michele, immagine AlessandriaNews.it
Il fil rouge della solidarietà.

L’iniziativa ha inizio addirittura nel 2006 quando il Comune di Alessandria propone la realizzazione di quattro progetti di edilzia residenziale pubblica a integrazione del ‘Programma casa: 10.000 alloggi entro il 2012’.
Il piano prevedeva il recupero di due immobili concessi in comodato d’uso gratuito dalla Curia al Comune per trent’anni: nel primo edificio avrebbe dovuto sorgere il ‘Progetto Donna’, una comunità destinata a donne senza fissa dimora, vittime di violenza, con gravi problemi fisici o psichici, in uscita da programmi di reinserimento sociale.
Nel secondo immobile, in frazione San Michele, invece erano previsti tre diversi progetti: ‘Verso l’autonomia’, per sei minialloggi e una microcomunità per persone seguite dai servizi sociali, ‘Verso l’autonomia’ con altrettanti minialloggi e un'altra comunità per persone che necessitano di sostegno assistenziale, mentre ‘Un tetto per tutti’ prevedeva 8 alloggi individuali destinati a cittadini in disagio abitativo temporaneo.

Al programma proposto dall’amministrazione di Alessandria vengono assegnati, con deliberazione n. 27-7346 del 5 novembre 2007, risorse della Regione Piemonte per quasi 1,9 milioni di euro. 

Lo stabile in via San Giacomo della Vittoria.

L’Atc si occuperà della realizzazione, la gestione invece sarà affidata al Cissaca (Consorzio dei Servizi Sociali) in collaborazione con l’Asl. 
Viene coinvolta pure la Diocesi, tutti i soggetti sottoscrivono un protocollo d'intesa, siamo nel dicembre del 2010 (si sa che in Italia se non c'é il carattere di "emergenza" le cose procedono a rilento). 
La firma sancisce anche l'inizio dei lavori, entro 18 mesi la consegna. 
Per rimanere larghi si dice precauzionalmente che gli immobili saranno disponibili entro fine 2012.


immobile di San Michele, immagine AlessandriaNews.it
Lavori male eseguiti e scelte sbagliate.


L'appalto venne inizialmente assegnato alla ditta DFM Costruzioni di Genova attraverso una gara con pubblico incanto, nell'agosto del 2011, ma dopo pochi mesi la stessa dichiarava di non essere più in grado di adempiere agli obblighi contrattuali.
Dopo averne revocato il mandato, il Comune chiese alla ditta secondo classificata, la disponibilità ad assumersene l'incarico, per cui l'opera venne affidata alla IVECA Srl di Asti.

Gli alloggi vennero consegnati per la prima volta nel 2014. I lavori furono però male eseguiti (da chi dovrà essere un perito a stabilirlo): le infiltrazioni del tetto hanno danneggiato gli intonaci e sono state accertate gravi irregolarità, specialmente nella certificazione di alcuni lavori idraulici hanno spinto la stessa ATC (Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Sud) a prendere direttamente in mano i lavori e a concluderli a spese, ancora una volta, dei contribuenti.


Gli immobili che avrebbero dovuto essere consegnati nel 2012, ad oggi non si sa ancora se verranno conclusi e a quale prezzo.


Il complesso nella frazione di San Michele.


Diverso il discorso per il complesso di San Michele (3 stabili), la cui situazione sembra ancora più incerta.


Nel 2014 viene approvato un primo rifinanziamento di 80.000 € per terminare i lavori che fino ad allora hanno proceduto molto lentamente. Oggi gli alloggi sono praticamente finiti, l'area comune ed i laboratori invece no ed i soldi sono di nuovo finiti.

La vera beffa è però che gli stabili, anche se dovessero venire conclusi, probabilmente non saranno mai utilizzati.
Questo perché la loro collocazione lungo una strada di campagna non asfaltata, fuori dal paese, rischia di concentrare nella stessa area soggetti svantaggiati, cosa che non piace ai servizi sociali per il timore di creare un ghetto. 


Ora qualcuno dovrà pur stabilire di chi sia la responsabilità di questo fallimento, oppure si cercheranno le solite scuse per insabbiare il tutto?


Fonti: 
http://economia.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20090202_68965
http://www.tuononews.it/tn/article/7DA1229FC47&Ref=EL
http://www.alessandrianews.it/alessandria/housing-sociale-scandalo-ad-alessandria-108205.html