lunedì 4 maggio 2015

Il Festival dell'ipocrisia. La riforma del Terzo Settore.

Il 3 ottobre diventerà la giornata nazionale per le vittime dell'immigrazione.
Puro populismo in salsa rosso cooperativa per nascondere lo scandalo che ha suscitato la riforma del Terzo Settore.

Il perché é presto detto.

Il 9 aprile scorso la Camera dei Deputati ha concluso l’esame e ha approvato il Disegno di legge Delega per la Riforma del Terzo Settore, nel quale volutamente si rinuncia alla creazione di un'Authority di vigilanza ad hoc e si apre alla possibilità per le imprese sociali di distribuire utili.

Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

L'Authority è il vero punto critico della riforma, un colpo di spugna difficile da mandar giù per coloro che ancora credono nello spirito solidaristico ed etico di questo settore.

A chiudere i giochi è stato un emendamento della deputata Pd Donata Lenzi, relatrice del testo portato alla Camera, la quale sostiene che “una vigilanza efficace su una platea così vasta richiederebbe una struttura di dimensioni rilevanti, con conseguenti problemi nell’individuazione delle risorse necessarie”. 

L'Italia destina circa 1 Miliardo all'anno per il sociale e la cooperazione internazionale ma rinuncia a vigilare sulla destinazione dei finanziamenti? Cose da film di fantascienza.

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A sinistra: Proteste ad Haiti contro l'occupazione delle Nazioni Unite (MINUSTAH) 
Nell'ambito della "ricostruzione" del Paese, La Clinton-Bush Haiti Fund recentemente ha investito 2 milioni $ al Royal Oasis Hotel, un resort di lusso costruito in un'area metropolitana colpita da povertà e "piena di campi di sfollati abitati da centinaia di migliaia di persone". (Leggi l'articolo originale  http://bit.ly/1HqQX0U)
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In realtà i motivi sono molto più comprensibili e terra terra.
Quasi tutti i politici italiani fanno affari con il mondo delle Onlus e delle Ong, delle Fondazioni e delle Associazioni. (ad esempio leggi l'organigramma di Cespi)

In questi giorni ne abbiamo avuto la triste conferma nelle inchieste che hanno fatto emergere le vicende di Mafia Capitale, ma anche della gestione dei centri di accoglienza per immigrati.
E il popolo di cittadini onesti deve ancora una volta silenziosamente prendere atto che nulla cambia perché fa comodo così...

Felice Romeo, di Cascina Triulza, la casa del Terzo Settore ad Expo 2015, declina perfettamente il motore che muove il Terzo Settore in questo video:

      Felice Romeo seduto di fianco a Riccardo Bonacina, direttore di Vita Non Profit Magazine

Il Testo del Disegno di Legge n.1870


Una menzione particolare meritano i due personaggi che compaiono nel video.
Il primo è Felice Romeo di cui ho parlato in un articolo che ho pubblicato un anno fa circa e che invito a leggere perché molto attuale: il Sig. Romeo è oggi seduto nel CdA di Cascina Triulza, la fondazione che raggruppa il mondo delle associazioni Non Profit presenti ad Expo 2015. Link all'articolo http://bit.ly/1lpVFzV
L'altro (seduto alla sua destra) è Riccardo Bonacina, giornalista, direttore di Vita.it, blog che si occupa principalmente di associazionismo, volontariato e Terzo Settore.
Qualche mese fa gli ho scritto (al Sig. Bonacina) un tweet spronandolo a scrivere e denunciare la vicenda di Alisei Ong e la truffa dei progetti di edilizia sociale in autocostruzione.
Mi ha risposto che si era preso una denuncia a riguardo e che aveva già affrontato l'argomento. Gli ho chiesto se fosse sicuro di ciò che affermava o se invece di una denuncia non si trattasse invece di una diffida, cosa ben diversa.
La risposta fu molto piccata, arrivò addirittura ad offendermi.
In realtà il Sig. Bonacina non ha preso alcuna denuncia, almeno non per aver scritto su di Alisei Ong.
Un giornalista che non conosce la differenza fra diffida e denuncia non solo non dovrebbe essere direttore di una testata giornalistica, ma dovrebbe fare lo strillone nelle strade a vendere i giornali, mestiere che ormai è fuori moda, ma visto il livello e l'ipocrisia dei giornalisti odierni era senza dubbio molto più dignitoso.