venerdì 30 gennaio 2015

Sono state le Ong a provocare le ultime rivoluzioni?

                                               Mariupol, Ucraina - contractor americano fra le file delle truppe ucraine.

Gli interessi all'ombra degli aiuti umanitari.

La vicenda risale al 24 gennaio scorso quando una giornalista di una TV locale ucraina, in maniera del tutto casuale, intercetta un contractor americano tra le fila dei soldati di Kiev, subito dopo la strage di civili al mercato di Mariupol, sotto una pioggia di missili sparati dell'esercito filorusso.

Cosa ci fanno dei militari americani a Kiev?
Da anni i media indipendenti sostengono che gli USA stiano fomentando disordini e colpi di Stato per guadagnare posizioni vantaggiose nello scacchiere dei mercati globali di energia e materie prime.
Sotto i riflettori sono finite anche le organizzazioni non governative, che dietro la copertura degli aiuti umanitari nasconderebbero vere e proprie palestre per guerriglieri e fucine di rivoluzioni colorate.

Gruppi degli Stati Uniti hanno aiutato ad alimentare le insurrezioni Arabe titolava il New York Times nel 2011, secondo cui un cospicuo numero di gruppi ed individui direttamente coinvolti nelle rivoluzioni che stanno spazzando la regione hanno ricevuto educazione militare e finanziamenti da associazioni No Profit come IRI, NED e Freedom House, storica Ong di Washington, secondo cablogrammi pubblicati da WikiLeaks.

Secondo Ralph Peters, ex tenente-colonnello degli USA: “Hollywood prepara il campo di battaglia e gli hamburger precedono i proiettili. La bandiera segue il commercio“.

Washington ha effettivamente creato un network di organizzazioni non governative che promuovono interessi statunitensi con il pretesto di sviluppare la "democrazia", avvalendosi dei social network per diffondere la propria agenda. Questo schema è stato più volte replicato per attentare al cambio di regime in Paesi che la Casa Bianca percepisce come minaccia al dominio degli USA. 


Ciò spiegherebbe anche gli ultimi eventi accaduti ad Hong Kong.



Tutto ciò assume maggiore concretezza se si leggono le dichiarazioni del Segretario di Stato USA per l’Europa e l’Eurasia, Victoria Nuland.


In una recente intervista alla CNN la Vice di Kerry ha affermato che dal 1991 Washington ha speso 5 miliardi di dollari per sostenere lo sviluppo democratico dell’Ucraina.


Non è tutto.


La Nuland commette un errore che potrebbe avere ripercussioni diplomatiche gravi, questa volta a sua insaputa, intercettata dai servizi segreti russi, durante una conversazione telefonica con l’ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina Geoffrey Pyatt. 

Evocando un rafforzamento dell’unità degli oppositori al regime del presidente ucraino Viktor Ianukovitch, il Viceministro degli Esteri USA chiede che le Nazioni Unite siano coinvolte nella ricerca di un soluzione alla crisi nel paese. 


                                                                                                                                           Victoria Nuland


Il vicesegretario Nuland ad un certo punto, riferendosi al coinvolgimento dell'ONU, afferma "sarebbe perfetto, aiuterebbe ad ammorbidire la situazione, e avere l'Onu rende più fluida la situazione... che si fotta l'Unione europea" (sequenza che inizia a 2' 57'').
La Casa Bianca si è affrettata a puntare il dito sul Cremlino, accusando i rivali di aver montato ad arte il caso, i russi, da parte loro, hanno accusato gli USA di voler interferire con la loro politica nel caso ucraino.

Al di la del deja vu di un conflitto freddo mai del tutto sopito tra gli storici rivali, la vicenda getta lunghe ombre sui diplomatici americani e indirettamente sulle organizzazioni non governative statunitensi.



Nel marzo 2013 Putin ha qualificato le Ong che operano nel settore civile come “agenti stranieri”.


Non è il solo. 



Finanziamento dell'estremismo, riciclaggio, traffico di armi.


Il primo Ministro indiano Modi Narendra ha riferito che l'agenzia nazionale di spionaggio ha stilato, all'inizio di quest'anno, una lista nera di 188 Ong, sospettate di collegamenti con frange estremiste del LWE, estremismo islamico, riciclaggio di denaro e corruzione.

Il Kenya pochi mesi prima, per motivi simili, aveva messo all'indice 543 organizzazioni.
In Bolivia il Governo di Evo Morales ha espulso nel 2013 le Onlus IBIS e USAID per ingerenza politica.
L'Ecuador di Rafael Correa nel 2012 ha espulso 26 Ong per non avere soddisfatto i requisiti del Sistema Ecuadoriano di Cooperazione internazionale, come il divieto di "avere finalità di lucro, di avere collegamenti politici o compiere proselitismo", di compiere attività che violino la "quiete pubblica" o che siano "diverse o incoerenti rispetto al proprio scopo sociale". In realtà, le accuse agli atti, per alcune di esse, erano anche traffico di armi e droga con le FARC colombiane.


Fonti:
Vladimir Odintsov, New Eastern Outlook. http://journal-neo.org/2015/01/08/rus-npo-ssha-i-tsentral-naya-aziya/
nytimes http://www.nytimes.com/2011/04/15/world/15aid.html?_r=5&pagewanted=1&emc=eta1&
it.ibtimes http://it.ibtimes.com/articles/62336/20140207/europa-fuck-eu-intercettazione-nuland-washington-bruxelles.htm
hindustantimes http://www.hindustantimes.com/india-news/modi-govt-prepares-ngo-hitlist/article1-1310127.aspx
equilibrio1 http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2014/12/il-kenya-caccia-alisei-ong.html
http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2012/09/ecuador-revoca-il-permesso-26-ong.html