venerdì 7 novembre 2014

Chi ha paura della verità?

Quando nacque, il progetto dell'autocostruzione assistita parve davvero una modalità edilizia interessante e intelligente: con il lavoro condiviso e la supervisione di personale specializzato si otteneva il doppio risultato di offrire una casa ad un costo equo a famiglie giovani, selezionate per merito di reddito all'interno di bandi pubblici, e contemporaneamente si favoriva l'integrazione sociale del "condominio" attraverso il lavoro condiviso di un gruppo multietnico di famiglie (50% italiane, 50% straniere).

Le cose vennero fatte con criterio, almeno all'inizio: le regioni deliberarono le linee guida perché fosse regolamentata questa modalità edile "sperimentale", i Comuni pubblicarono bandi pubblici, misero a disposizione terreni P.E.E.P., scelsero una Organizzazione non Governativa attiva nel campo dell'housing sociale per fare da regia ai cantieri e con questa firmarono protocolli d'intesa per uno scambio di responsabilità e controllo di gestione.
Tuttavia, come spesso accade, una volta avviati, si pensò che i progetti potessero concludersi senza sbavature e senza un'adeguata vigilanza.
Niente di più sbagliato. L'esito dei cantieri aperti in varie regioni d'Italia è stato disastroso, solo 2 furono conclusi regolarmente dei quasi 30 avviati: http://bit.ly/1oWCxfQ 

L'autocostruzione assistita avrebbe dovuto essere come la descrive Ottavio Tozzo, presidente di Alisei Ong, durante la 2° edizione di Terra Futura, organizzata da Banca Etica alla Fortezza da Basso di Firenze nel 2005:


video



Un paio i punti fondamentali dell'intervento:
1. (min.5.40) Alisei, insieme a Banca Etica, promuove ed aiuta l'insediamento di cantieri di autocostruzione in diverse regioni italiane per cercare di risolvere il problema della casa a famiglie "marginali" con scarsa disponibilità finanziaria e che non hanno normalmente la possibilità di acquistarla ai normali costi di mercato,
2. (min.7.20) Alisei a Banca Etica, costituiscono gruppi di cittadini italiani e immigrati, li costituiscono in cooperative, li assistono dall'inizio alla fine in tutto il ciclo edilizio: dal primo momento in cui entrano sul terreno (di cantiere) fino a che la casa non è completamente realizzata.

Qualcuno ha paura che emerga la verità.

Il video è stato tolto da internet qualche giorno fa, guarda caso proprio quando Le Iene hanno contattato Alisei Ong chiedendo spiegazioni sui tanti cantieri abbandonati in corso d'opera, diffondendo la paura che forse Le Iene avrebbero creato qualche problema.
Per tutelare le balle che i diretti responsabili di Alisei avrebbero detto durante la trasmissione, oppure per tutelare i soggetti che vogliono rimanere estranei a questa vicenda, come Banca Etica, che si dice vittima dei fallimenti dei cantieri, ma che forse non è poi così vittima, o Legacoop, la quale ha sempre scansato ogni addebito facendo finta di non saperne niente.

Già in precedenza su questo blog ho scritto di alcuni interessi comuni tra Alisei Ong, Banca Etica e Legacoop, che non torno ad elencare, ma che potete approfondire leggendo i link che ho elencato in fondo a questo articolo.
Scrive Tozzo a pag.172 del capitolo da lui scritto ed intitolato “Autocostruzione/autorecupero: una possibile soluzione al disagio abitativo” in La vita nuda a cura di Aldo Bonomi, Triennale Electa, Milano 2008:




Quindi i soggetti in ballo sono più di quelli che qualcuno vorrebbe fare credere all'opinione pubblica:


- le Istituzione pubbliche: il Ministero della Solidarietà Sociale ha coordinato il tavolo per un disegno di legge sull'autocostruzione e l'autorecupero a livello nazionale e Il Ministero degli Esteri che ha finanziato l'autocostruzione di Alisei Ong nel 2007, quando cioè la stessa Ong era ancora sotto la "sanzione" della Protezione Civile (caso davvero singolare), la quale aveva emesso un fermo amministrativo nei confronti di Alisei per non aver ottemperato ad un progetto di cooperazione internazionale finanziato con fondi pubblici.
- le amministrazione regionali, provinciali e comunali fornendo il sostegno politico e la promozione dell'iniziativa; mettono a disposizione risorse umane e materiali necessari alle fasi di raccolta di adesioni e selezione dei potenziali autocostruttori, collaborano con i tecnici di Alisei in fase di identificazione dell'area, eventuale richiesta di variante di PRG, definizione progetto preliminare ed esecutivo, concessioni edilizie.
- il movimento cooperativo nazionale: tramite la partecipazione dei consorzi di Legacoop Sociale, fornisce i servizi di costituzione, individuazione e animazione delle cooperative di autocostruttori e assicura, attraverso la propria rete, tutte le componenti sociali del progetto,
- il Consorzio Sociale Light, aderente a Legacoop, con cui Alisei Ong costituisce nel 2009 un nuovo soggetto denominato Sotto il Tetto che gestirà alcuni progetti di autocostruzione, abbandonandoli poco dopo averli avviati. Nella società Sotto il Tetto siedono Ottavio Tozzo, Felice Romeo e Sabina Bellione, questi ultini due rappresentanti di Legacoop nazionale e di CECOP-CICOPA Europe, la Confederazione europea delle cooperative.
- il Consorzio Toscano Cooperative CTC con cui Alisei Ong costituisce il Centro Internazionale di Ricerca, Formazione e Documentazione sull'Autocostruzione e Autorecupero denominato Descanso, con sede a Firenze.
- il mondo finanziario: alcuni istituti di credito, tra i quali Banca Etica, hanno sino ad ora accompagnato le cooperative di autocostruttori, fornendo un modello finanziario autosostenibile, con operazioni di pre-finanzamento e mutui ipotecari. Alisei e Monte dei Paschi di Siena hanno recentemente siglato un accordo di programma al fine di sostenere le cooperative di autocostruttori.

da blog: http://www.autistici.org/macerie/?p=28476#more-28476


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