martedì 7 ottobre 2014

La casta dei senza risposta.




E' trascorso oltre un anno da quando la vicenda dei cantieri di autocostruzione assistita è arrivata in Senato.

Era l'8 ottobre del 2013 quando alcuni senatori del Movimento 5 Stelle chiesero ai Ministri di lavoro e politiche sociali, pari opportunità, sport e politiche giovanili, affari esteri, affari regionali e autonomie, di verificare quale fosse il reale coinvolgimento di Alisei Ong nel fallimento "in odor di truffa" di diversi cantieri di edilizia sociale.



Da allora nessuno ha avuto la decenza di dare una risposta.
Nessuno. Nonostante siano oltre 200 le famiglie di autocostruttori in tutta Italia che hanno visto fallire l'obiettivo del bando pubblico a cui avevano partecipato; nella stessa interrogazione si esprime anche la preoccupazione sull'esito che potranno avere i progetti analoghi che sono stati avviati successivamente a tale denuncia.

Il 3 giugno 2014 il Ministero degli Esteri, dandone rilevanza minima, ha disposto la revoca del riconoscimento di idoneità alla Ong Alisei, senza motivarne in alcun modo la decisione. 



Poche settimane prima, a 5 anni dal blocco del cantiere, il Comune di Ravenna (una delle tante amministrazioni che ha appoggiato il progetto di housing sociale di Alisei) ha finalmente preso posizione: nessuna accusa nei confronti di chi aveva assunto la regia del progetto, e richiesta di danni milionaria alle famiglie degli autocostruttori.

Tutto ciò è inaccettabile. Sono tanti i diritti che le Istituzioni hanno negato a cittadini onesti che non si rassegnano a perdere la casa costruita con la fatica e sacrificio del proprio lavoro, che continuano a portare avanti le proprie rivendicazioni perché vogliono ancora credere nella Giustizia. 
Sarebbe devastante se passasse il messaggio che in questo paese sia concesso tutto a prepotenti, truffatori e corrotti. La battaglia di questa famiglie accomuna quella dei cittadini che non vogliono arrendersi ai soprusi e che credono ancora nell'onestà.

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE: