lunedì 23 giugno 2014

Pieve Emanuele: il cantiere della speranza.

C'era anche l'ex presidente della provincia Filippo Penati quel giorno, insieme all'allora Sindaco Francesco Argeri e all'assessore Paolo Festa, all'inaugurazione del cantiere nell’area comunale di via Betulle/Paganini, nella bassa pianura lombarda a 12 km in linea d'aria dal centro di Milano.



da sx a dx: Ottavio Tozzo, Raffaele Vampa, Francesco Argeri, Filippo Penati, Lucia De Curtis, Paolo Festa. 
Foto http://www.ecodimilanoeprovincia.it/


LA STORIA. 
Era il 14 ottobre 2006, 24 famiglie erano state selezionate attraverso un bando comunale e avrebbero cominciato a lavorare di lì a poco all'opera più importante della loro vita: la propria casa.
Il Comune di Pieve Emanuele aveva aderito al Programma Sperimentale di Autocostruzione in affitto della Regione Lombardia con l’obiettivo di realizzare alloggi a basso costo da affittare ad un canone definito "moderato" per 10 anni con diritto di riscatto alla scadenza, ottenendo un co-finanziamento regionale di 500.000 €.

Il 28 giugno 2006 le famiglie di autocostruttori costituivano la cooperativa sociale "Il Sole Scarl" al fine di
sottoscrivere una convenzione con l’amministrazione comunale. Sempre nel 2006 veniva approvato il disciplinare d’incarico di affidamento fiduciario esterno a favore di Alisei Autocostruzioni srl di Milano. 

ERRORI ED OMISSIONI. 
Dopo quasi 3 anni dal taglio del nastro si scopre che il Comune non ha mai formalizzato nessuna convenzione, così il 27 maggio 2009 viene firmata una convenzione tra Comune e la coop Il Sole Scarl che stabilisce tempi e modi operativi.
Le cose precipitano quando Alisei Srl dichiara fallimento il 20 maggio 2010. Ad Alisei subentra il Comune che attraverso una perizia rileva che per concludere il cantiere sono necessari 1.300.000 € di maggiori oneri e che questi soldi non ci sono.

Il cantiere avanza ad intermittenza fino all'estate del 2011, tra mancanze di materiali e di pagamenti ai fornitori, fino a che non si ferma definitivamente, ad un passo dalla fine dei lavori (come si può vedere dall'immagine sottostante).

Il cantiere nel dicembre 2011.  Foto http://www.ecodimilanoeprovincia.it/
LA PROMESSA.
Tuttavia le speranze delle 24 famiglie pievesi vengono alimentate dal candidato Sindaco Paolo Festa che nel proprio programma di Governo, tra i 10 punti da realizzare entro sei mesi dall'insediamento, promette di completare e assegnare le case agli autocostruttori.


Paolo Festa alle elezioni del 6-7 maggio 2012 viene eletto Sindaco di Pieve Emanuele con il supporto di PD, SEL, IDV, Rifondazione e lista civica Uniti per Pieve, ma delle case in via dei Pini 2 e 4 rimangono ancora solo scheletri disabitati, in condizione di progressivo ammaloramento.
Il 18 giugno 2014 il Comune dirama la notizia che Il completamento dei lavori dell’autocostruzione è subordinato al rispetto da parte di ALER degli accordi stipulati e che in attesa del versamento della quota per il completamento dei lavori, sono al vaglio dell’amministrazione comunale opzioni alternative finalizzate alla riscossione delle somme necessarie alla finalizzazione delle opere residue e alla consegna.
Per completare le case sarà quindi necessario aspettare novembre 2014, l'ennesimo posticipo ha tutta l'aria della beffa (testo completo all'articolo).


Alle domande di un giornalista de Il Giorno, Marco Frattini, uno degli autocostruttori di Pieve, nel dicembre 2011 dichiarava: 
«Manca un milione e 280 mila euro per terminare queste case. Soldi persi per inefficienze certamente non dovute agli autocostruttori. Il cantiere è rimasto fermo molte volte perché mancava il materiale o perché il comune non aveva pagato fornitori facendo si che i costi si dilatassero. Vorremo sapere, che fine hanno fatto questi soldi? Inoltre il comune da quando è iniziata l’autocostruzione paga un mutuo di 150 mila euro che ha durata ventennale e che serve a coprire i costi del progetto iniziale, 2 milioni e 300 mila euro. Costi che gli autocostruttori avrebbero coperto pagando l’affitto, e il riscatto poi, dell’appartamento e che invece ricadono sulla collettività. I pievesi per questi errori pagano 15 mila euro all’anno di interessi. Le case avrebbero dovuto essere pronte da tempo». testo completo all'articolo.

LE DOMANDE. 
A questo punto sorgono spontanee alcune considerazioni:
Per quale motivo l'amministrazione pubblica, così come in tutti gli altri comuni dove sono sorti cantieri gestiti da Alisei in Lombardia, ha accettato senza avere alcunché da eccepire di assumersi gli oneri di questo fallimento?
Se Alisei Srl si defila nonostante l'incarico affidatole dal Comune di Pieve Emanuele, il quale con una successiva perizia si accorge che in cassa mancano 1.300.000 €, per quale motivo questi soldi non vengono chesti alla Alisei ?
Infine, se Ottavio Tozzo era presidente di Alisei Srl e contemporaneamente di Alisei Ong all'epoca dei fatti, e che lui stesso definiva la società come "filiazioni con personalità giuridica dell'Ong", perché da parte degli 8 sindaci dei comuni lombardi, del presidente della Regione, dei consigli di amministrazione delle varie Acer lombarde che si sono accollate i maggiori oneri di conclusione dei progetti, non è mai stata avanzata alcuna richiesta di risarcimento danni nei confronti di tale organizzazione non governativa
Ai Magistrati l'ardua sentenza.

Fanno parte del progetto "Un tetto per tutti" di Alisei Ong anche i cantieri di:
BESANA BRIANZA link all'articolo e immagini
TREZZO SULL'ADDA link all'articolo e immagini
CASALMAGIORE link all'articolo