lunedì 12 maggio 2014

Leggeri, sereni e spensierati...non sapevamo!

1 settembre 2012, dopo 68 giorni di occupazione il Sindaco fa visita alle famiglie che occupano il cantiere di Filetto (RA).
"Non potevamo immaginare che andasse a finire così", assessore Piaia, 20 aprile 2012

"L'Amministrazione comunale e l'architetto Gloria Dradi hanno fatto ciò che dovevano e potevano.[...] C’è forse qualcuno che in buona fede può sostenere che, di fronte ad un’azienda che silenziosamente stava andando verso il fallimento, il Comune e l’architetto Dradi avessero potere più penetranti di quelli che sono stati esercitati?Il Sindaco in Commissione comunale il 21 novembre 2013.


Questa è in sintesi la difesa usata dal Comune fino ad oggi.
Il mantra imparato in fretta e ripetuto dal rappresentante comunale di turno, accompagnato normalmente da un movimento delle spalle e da un'apertura contemporanea delle mani, a simulare l'imponderabile e l'effimero.
Ma il Comune sapeva già dal 2007 che i progetti di autocostruzione avviati e gestiti da Alisei Ong non andavano proprio come auspicato.
A questo proposito pubblico questo documento, finito nelle nostre mani casualmente (come altri):

 



Nel documento è dimostrato che il Comune di Ravenna SAPEVA già dal 2007 delle difficoltà di gestione del primo progetto.
Gli autocostruttori di Piangipane denunciano, infatti, ritardi nelle lavorazioni e una gestione lacunosa, sentono quindi la necessità di integrare, in data 6 marzo 2007 il loro contratto con uno di transizione (il cantiere di Filetto era stato da poco avviato) e diversamente da quanto riferito in Consiglio il 21 novembre 2013 coloro che avevano il destino di 70 famiglie ravennati nelle loro mani stavano fallendo tutt'altro che silenziosamente.
Al limite, silenziosa è stata la reazione del Comune che ha fatto di tutto perché noi non ne fossimo messi a conoscenza.
Alla luce di questo posso affermare che il Sindaco Matteucci non ha dichiarato il vero in Commissione, ha nascosto il fatto che a Piangipane ci fosse un altro soggetto coinvolto, che avrebbe fatto crollare l'alibi del NON POTEVAMO SAPERE.
E' infatti Summa Srl che gestisce e amministra il primo progetto di autocostruzione in provincia di Ravenna.
A Savarna e a Filetto invece c'è un soggetto diverso, che si chiama Alisei Autocostruzioni Srl, che ha lo stesso amministratore, Ottavio Tozzo.
Perché il Comune ha permesso quello che appare un sistema di scatole cinesi per gestire progetti così delicati? E perché fino ad oggi il Comune ha sempre e solo parlato di Alisei Srl?

Ma c'è ancora dell'altro.

Nel 2009 i cantieri di Savarna e di Filetto subiscono il fermo del cantiere. "In quel momento erano aperti simultaneamente 13 cantieri di autocostruzione associata ed il meccanismo del “travaso” da un cantiere all’altro era prassi comune per far fronte alle necessità specifiche mirate al raggiungimento degli stati di avanzamento e alla conseguente erogazione delle somme riconosciute da parte degli istituti di credito." (Dario Piatelli, progettista di Alisei, a commento di un articolo) Alisei non riesce più a destreggiarsi nella truffa, non paga più fornitoriartigiani, responsabile della sicurezza, le maestranze di cantieri e "scappa", letteralmente, dal giorno alla notte abbandona l'ufficio (comunale) in P.zza Kennedy a Ravenna.

Cosa fa il Comune di Ravenna?

Prima minimizza: «Alisei - sottolinea Farabegoli - ha avuto alcune difficoltà a causa di un ritardo nei finanziamenti europei. L’incontro di venerdì servirà a fare il punto sulla situazione, ma ci sono buone possibilità, a quanto dice l’associazione, di sbloccare la situazione entro la fine del mese». 22/03/2009 link all'articolo.
Poi cerca di alleggerirsi delle proprie responsabilità: "Il fatto è che la cooperativa Alisei è fallita ufficialmente 15 giorni fa, ma già da un anno le difficoltà erano evidenti: parte delle risorse girate dalle banche non si trasformavano in mattoni. Ma l'amministrazione si è subito mossa, e il sindaco Matteucci se ne sta occupando in prima persona. In ogni caso", spiega l'assessore Farabegoli, "il Comune non ha mai avuto parte in causa: il rapporto era esclusivamente tra privati, banche, Alisei e autocostruttori." 20/07/2010 link all'articolo.
Giovanna Piaia prende il posto dell'assessore Farabegoli e nel 2011, con l'aiuto dell'architetto Gloria Dradi, responsabile per il Comune di Ravenna del progetto, apre un tavolo con gli autocostruttori. 
Nell'arco di poche settimane organizza due incontri, alla presenza delle famiglie di Filetto (RA), il primo è con una ditta che si occupa di autocostruzione assistita, disposta a prendersi carico del cantiere e terminarlo, il secondo con Banca Etica, ma è il primo quello importante.
La ditta che fa autocostruzione si chiama Sotto il Tetto Srl e in questa occasione presenta un preventivo per concludere il progetto di 1.000.000 €, dimostrando di avere avuto già almeno un contatto precedente con il Comune, senz'altro con Gloria Dradi, visto che era lei il responsabile del progetto.

Sapete chi era seduto nel CdA di quella società? 
estratto visura storica società a responsabilità limitata Sotto il Tetto S.r.l.


Riavvolgiamo ora il nastro.

È il caso di riproporre la domanda del Sindaco: "C'è forse qualcuno che in buona fede può sostenere che, di fronte ad un'azienda che silenziosamente stava andando verso il fallimento, il Comune e l'architetto Dradi avessero potere più penetranti di quelli che sono stati esercitati?" 

Cominci a spiegare come sia stato possibile commettere così tanti errori e ignorare, per ben 3 anni, tutti i segnali che sono stati lanciati affinché si potesse intervenire per tempo, salvando il salvabile...