venerdì 16 maggio 2014

Cronaca di (stra)ordinaria follia.

"D'una una città" scriveva Italo Calvino, “non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (Le città invisibili, 1972).

I progetti di autocostruzione assistita voluti e sottoscritti dall'allora Sindaco (oggi Senatore) Vidmer Mercatali hanno fin da subito creato solo imbarazzi e malumori a Fabrizio Matteucci.
Senza le cospicue e sottaciute iniezioni di soldi pubblici del generoso assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli, sia il cantiere di Piangipane (494.000 €) che quello di Savarna (200.000 €) non sarebbero stati  mai conclusi.
Per questo egli ha sempre evitato di parlarne direttamente, fino a che ha potuto, cioè fino all'occupazione del cantiere da parte di alcuni autocostruttori nell'estate del 2012.





Da quel momento in avanti la vicenda da locale assume interesse nazionale e qualche giornalista ottiene di intervistarlo. «Sono furibondo! Alisei doveva costruire ben tre nuclei di abitazioni; il primo lo ha finito, il secondo lo abbiamo dovuto finire noi con 200.000 euro della regione e il terzo, quello di Filetto, completamente abbandonato è davvero un disastro» questo ciò che dichiarò al giornalista del Corriere della Sera Ruben Oliva. link all'articolo.



Poi i riflettori si spengono di nuovo, Matteucci da la delega a Massimo Cameliani e Carlo Boattini per trovare una soluzione, solo formalmente però, in quanto l'amministrazione pubblica non vuole mettere sul piatto nemmeno un euro e anche la paventata causa nei confronti di Alisei Ong appare alquanto azzardata: troppe le responsabilità e le inammissibili leggerezze da parte dei responsabili del progetto, in primis quelle di Gloria Dradi, architetto e dirigente Ufficio Gestione Urbanistica, la quale aveva dimenticato il rinnovo del permesso a costruire nel 2009, facendo di fatto lavorare le famiglie in cantiere senza alcuna autorizzazione per 3 mesi, ma fatto assai più grave, aveva concesso la stessa autorizzazione, nel 2006, ad un soggetto che non aveva alcun titolo e che in seguito mise in atto la truffa.






Nel gennaio 2014 però una giornalista del programma televisivo di Mediaset Lucignolo vuole capire chi c'è dietro ai cantieri fantasma abbandonati in mezza Italia e mette in onda un'accurata inchiesta che fa tremare le ginocchia ad Alisei Ong.

Il 29 gennaio il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, sull'onda emotiva della serie di inchieste, finalmente prende posizione: "Ho dato disposizione, d’intesa con l’Assessore Massimo Cameliani, il Direttore Generale Carlo Boattini e il Segretario generale Paolo Neri, di intraprendere con la massima urgenza le azioni necessarie nei confronti di Alisei ONG".

Un estremo singulto di dignità che deve aver sorpreso anche gli avvocati e i più stretti collaboratori del Sindaco. Trascorse 3 settimane di imbarazzo il silenzio viene rotto dall'interrogazione del Movimento 5 Stelle che chiede al Sindaco di riferire in Consiglio lo stato della causa verso Alisei Ong, definita "massima urgenza".
Che fosse l'ennesima boutade ci pensa l'assessore Cameliani a confermarlo:  "il Comune anziché avviare una causa ad hoc, intende costituirsi come parte lesa nel procedimento civile che la cooperativa degli autocostruttori Mani Unite ha intrapreso contro l'Alisei Ong".
Ma anche questa dichiarazione viene smentita.
A maggio infatti i giornali pubblicano questa notizia:


                                                                                                   estratto dell'intervista dell'assessore Massimo Cameliani                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Non passa nemmeno un giorno che la notizia indigna l'intera cittadinanza, compresi alcuni alleati di governo, e l'amministrazione è costretta, nel pomeriggio, a precisare quanto segue:


Comunicato stampa di Palazzo Merlato, 13 maggio 2014, sito del Comune di Ravenna.

Il Movimento 5 Stelle e SEL chiedono di ritirare la richiesta definita come un atto intimidatorio, se no le dimissioni di Matteucci. L'Altra Europa con Tsipras dichiara "vergognoso che da parte dell'amministrazione comunale, istituzionalmente preposta alla cura del territorio per conto dei cittadini che lo abitano, sia rivolto un attacco contro quegli stessi cittadini che ha mancato di tutelare quando doveva". 

Se "D'una una città" come scriveva Italo Calvino, “non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”, vorrei porre questo quesito:
- Perché l'amministrazione comunale fa causa alle famiglie e non ad Alisei Ong? Il danno economico derivato al Comune chi lo ha provocato?