mercoledì 30 aprile 2014

La risposta di Banca Etica: pecunia non olet.



Questa la risposta pubblicata sul sito di Banca Etica dopo l'ondata di indignazione cresciuta a seguito di alcuni articoli pubblicati sul blog di informazione indipendente SU LA TESTA! di Gianni Lannes, in cui si esprimevano forti dubbi sulla condotta dell'istituto di credito di Padova e al tam tam rimbalzato in rete grazie ad Angelo Degaetano, che ha chiesto a cittadini e soci correntisti di rivolgere il proprio stupore e la propria incredulità alla dirigenza della stessa banca:


"Buongiorno,
cogliamo l'occasione del suo commento per pubblicare anche qui la risposta che abbiamo fornito a quanti ha scritto (stampa, mailing list, forum online etc.) e che si sono rivolti a noi per chiedere spiegazione sui fatti relativi al Cantiere di Autocostruzione di Filetto.
La ricostruzione dei fatti che viene presentata sul blog che segnala è a volte fantasiosa e a volte diffamatoria nei confronti di Banca Etica, per questa ragione proviamo a chiarire, anche sul nostro blog, la vicenda di questo progetto che ci ha visti nel ruolo di banca finanziatrice della Cooperativa Mani Unite.
Del resto il ruolo da Lei rivestito nella cooperativa dovrebbe consentirle di ricostruire la vicenda in modo maggiormente obiettivo considerando la responsabilità che i soci della cooperativa stessa le hanno affidato nel momento in cui la eleggevano quale vicepresidente
Il progetto di autocostruzione che ha coinvolto la Coop Mani Unite a Ravenna è nato nel 2006 da una iniziativa del Comune di Ravenna che ha stilato un protocollo d'intesa per lo sviluppo dell'iniziativa con la società "Alisei Autocostruzioni srl".
Al progetto hanno aderito 14 nuclei familiari che hanno costituito la cooperativa Mani Unite che, nella logica sottesa ai progetti di autocostruzione, aveva l'obiettivo di concorrere direttamente alla costruzione di 14 abitazioni mediante la prestazione di lavoro dei suo membri.
La cooperativa (e non Banca Etica) ha quindi sottoscritto un contratto di appalto con la società Alisei Autocostruzioni srl dopo che il Comune di Ravenna aveva concesso alla detta Alisei il diritto di superficie sui terreni dove doveva sorgere il cantiere.
Banca Etica interviene in questa operazione erogando alla cooperativa Mani Unite (e non ad altri soggetti), sulla base del contratto di appalto sottoscritto in autonomia dalla stessa con la società Alisei Autocostruzioni srl, un finanziamento di originari 1 milione e 245 mila euro per la realizzazione dei lavori di autocostruzione.
L'erogazione di tali somme è avvenuta sulla base di stati avanzamento lavori che dovevano essere verificati dalla stessa cooperativa Mani Unite quale soggetto appaltante i lavori.
Dopo varie vicende nel 2009 la società Alisei Autocostruzioni srl ha cessato le proprie attività ed è stata posta in stato di fallimento.

Dal 2009 a oggi Banca Etica si è impegnata in una serie di trattative con il Comune di Ravenna e gli autocostruttori finalizzate alla ricerca di una soluzione che permettesse di portare a termine gli alloggi completando così il percorso iniziato nel 2006 e consentendo a tutte le parti in causa - Comune, Cooperativa e la stessa Banca - di limitare i danni subiti a causa del comportamento di Alisei.

Nonostante tale sforzo non è stato possibile arrivare ad un accordo che permettesse di portare a buon fine il progetto e questo anche se la Banca più volte aveva manifestato al Comune la propria volontà di percorrere ogni strada possibile, anche a proprio danno, pur di chiudere positivamente una vicenda che per tante famiglie si è rivelata fonte di frustrazione e di danni.

Nell'inerzia delle altre parti e soprattutto del Comune di Ravenna, con una situazione ormai compromessa, Banca Etica è stata costretta ad avviare azioni esecutive verso il Comune di Ravenna e verso la Cooperativa.

Queste azioni, purtroppo obbligate, non sono rivolte a danno delle famiglie di autocostruttori rispetto ai quali la banca non ha mai richiesto garanzie personali a copertura del finanziamento.

Oggi la situazione vede due azioni giudiziarie differenti, l'una promossa dalla Banca in primis contro il Comune di Ravenna e l'altra da parte della cooperativa Mani Unite sempre contro tale Comune e in parte contro Banca Etica, rea, a dire della cooperativa, di aver erogato con troppa facilità i denari necessari alla costruzione degli alloggi.

A fronte di questa situazione è necessario attendere che l'autorità giudiziaria si esprima e attribuisca con chiarezza le singole responsabilità.

Ricordiamo che il progetto di autocostruzione della Cooperativa Mani Unite è l'unico finanziato da Banca Etica che, per i fatti sopra riportati, non è stato portato a conclusione.

Tutti gli altri progetti che abbiamo finanziato si sono conclusi o stanno proseguendo con successo e con un impegno di Banca Etica non indifferente vista la complessità dell'autocostruzione. I progetti sono quelli delle cooperative:

Piccolo Mondo (Ravenna)
VentiseiAli (Ravenna)

Tutti per Uno (Perugia)

Ariacoop (Rimini)

Le Mani per Vivere Insieme (Senigallia)

Il Sogno Coop. Soc (Napoli)

Fabiana Coop Soc (Napoli)

Per chiudere prendiamo spunto da un breve commento di Andrea Baranes per rispondere al testo che ha pubblicato in molti spazi online o inviato via mail dal titolo “E' etica Banca Etica?” in cui Lei scrive: "Come si dovrebbe comportare una banca etica nei confronti di un debitore che si trovasse nella difficoltà di restituire un prestito? Chiaro, non dovrebbe più esigere il proprio credito per non condannare quella persona che per un motivo o per un altro non lo può rifondere. Già, ma Banca Etica il credito invece lo esige, proprio come una banca e ti pignora se non lo rifondi."
Se valesse questo Suo ragionamento Banca Etica non sarebbe un progetto sostenibile economicamente. Al contrario, oggi Banca Etica lavora con sofferenze che sono un quarto di quelle del sistema bancario (2% invece del 7,7%), e questo grazie ad un metodo di lavoro che permette di portare a buon fine operazioni di finanziamento anche molto complesse, grazie alla relazione di conoscenza e fiducia con il richiedente e alla solidità e coesione che contraddistinguono le imprese sociali che finanziamo.
La sua affermazione secondo cui una banca che si dice "etica" dovrebbe non esigere il credito erogato ha poco a che vedere con i principi della finanza etica, perché i soldi non sono di "Banca Etica" ma dei correntisti che li hanno depositati ed è nostro dovere tutelare clienti e soci esattamente come dobbiamo lavorare correttamente con chi riceve un prestito.
L'efficienza e le basse sofferenze sono due elementi dell'idea di finanza etica ed è uno degli elementi che ci distingue dal sistema bancario "tradizionale", al di là della completa trasparenza di ogni finanziamento, al di là della valutazione sociale e ambientale, al di là del rifiuto di speculazione e paradisi fiscali, ma proprio come modello di fare banca." vedi testo originale: http://www.bancaetica.it/comment/7759#comment-7759


L'appello scritto da Angelo Degaetano: http://bit.ly/1kounIA
Uno dei numerosi articoli pubblicati sul blog SU LA TESTA!: http://bit.ly/QZReBZ