giovedì 27 febbraio 2014

Catalogna: nuovo scandalo del sistema cooperazione.


A nemmeno due mesi di distanza dalla notizia che la Giunta dell'Andalusia ha chiesto il reintegro di oltre 20.000.000 € già concessi ad alcune Ong e Onlus per progetti di cooperazioni mai realizzati o caratterizzati da irregolarità amministrative, questa volta è la Comunità Autonoma Catalana ad essere investita da uno scandalo che coinvolge il poco trasparente e quasi per nulla controllato sistema della cooperazione internazionale.




Irregolarità in materia di personale, mancanza di controllo nella concessione di sovvenzioni, documenti fuori luogo, mancanza di controllo della documentazione, irregolarità di bilancio. Questi sono solo alcuni dei rilievi che la Corte dei conti della Catalogna ha sollevato sui dati 2011 dell'Agenzia Catalana di Cooperazione allo Sviluppo (ACCD, Agència Catalana de Cooperació al Desenvolupament).
La Corte ha denunciato pratiche che mostrano gravi lacune durante il primo mandato del governo CiU (Convergencia y Unión, attualmente la maggiore forza politica) nell'assegnazione delle sovvenzioni e nella gestione dell'area del personale e ha avvertito di un "possibile pregiudizio erariale per il Governo" nel primo caso e di "prove di responsabilità contabile" nel secondo.

Il documento dell'ente fiscale catalano riferisce come su un totale di 160 sovvenzioni concesse nel 2011, per un valore di 12.370.000 €, 63 siano state assegnate in forma diretta (7,02 milioni €), mentre 97 siano state assegnate attraverso pubblicazione di un bando pubblico (5,34 milioni).
L'informativa chiarisce anche come le sovvenzioni di forma diretta (di valore fino a 300.000 €) furono firmate dal Direttore dell'Agenzia e non dal Presidente del Governo o dal Consigliere Capo della Presidenza. Nel periodo sotto esame la carica di Direttore è stata occupata da David Minoves e successivamente da Carles Llorens.

La Corte dei Conti ha anche scoperto che 107 fascicoli relativi alle sovvenzioni concesse dall'Agenzia, del valore di oltre € 16.000.000, non sono giustificati, rilevando che non vi fu alcun atto formale per reclamare o revocare il finanziamento.
Il rapporto ha anche rilevato nello stesso anno che gli obblighi sanciti in sussidi e trasferimenti correnti sono stati superiori al bilancio finale di € 830.562 €, contro le disposizioni della normativa.
In termini di personale, l'Agenzia nell'aprile del 2011 formalizzò quattro nuovi contratti di lavoro andando contro il decreto del 11 gennaio di quell'anno il quale sanciva che non potesse essere assunto nuovo personale per occupare posti di lavoro vacanti senza l'approvazione del Dipartimento degli Interni e dell'Economia.

Carles Llorens.
Carles Llorens, Direttore di ACCD (Agència Catalana de Cooperació al Desenvolupament) dimessosi a seguito delle polemiche.
La replica dell'Agenzia.

Il 30 gennaio scorso ACCD, attraverso un comunicato stampa, ha difeso la sua gestione, sottolineando la legittimità dei finanziamenti concessi e la conformità dell'amministrazione della documentazione, contestata dalla Corte dei Conti.
Per quanto riguarda le 63 sovvenzioni dirette, assegnate senza bando pubblico, l'Agenzia sottolinea che "non potevano essere concesse attraverso gare d'appalto per la specificità della loro natura o dei loro beneficiari."
Aggiunge che corrispondono "ad accordi multilaterali, trasferimenti ad amministrazioni pubbliche come cofinanziamenti di convocazioni gestiti in forma congiunta, finanziamenti a ONG al di fuori dell'UE o i cui beneficiari erano governi o amministrazioni pubbliche stranieri e, per gestire le emergenze umanitarie, all'interno di un accordo specifico secondo la Legge Generale delle Sovvenzioni".
Per quanto riguarda il potere di concedere sovvenzioni dirette, ACCD specifica che si è attenuta alla consulenza legale del Dipartimento di Presidenza, per la quale il Direttore dell'Agenzia ha questa delega.
Rispetto all'assunzione di personale nel 2011 senza approvazione, l'Agenzia infine si difende affermando che queste assunzioni furono approvate nel 2004, e che nessuno, nemmeno l'amministrazione stessa aveva dato comunicazione di ciò.

Nonostante questo comunicato le polemiche non si sono sopite e il 10 febbraio scorso Carles Llorens, Direttore di ACCD, ufficialmente per motivi personali, ha rassegnato le dimissioni.

E in Italia come stanno le cose? 
Da decenni si parla di regolarizzare il settore per far emergere i più efficenti e non quelli più ammanigliati, ma, come altrove, gli interessi in gioco, i soldi in circolo, le cariche e le prebende di tanti fancazzisti hanno bloccato tutto. Poi, lo scorso luglio, ecco comparire la Corte dei Conti...leggi l'articolo di Enrico Crespi.