domenica 12 gennaio 2014

La vera vittima: il Comune di Ravenna !

In questa vicenda tutti i soggetti sostengono di essere vittime dei fatti.

Banca Etica che ha erogato la linea di credito necessaria ai lavori sostiene di uscirne peggio di tutti, rimettendoci 1.364.323.74€, comprensivi di interessi, ma qualche responsabilità c'è l'avrà se ha erogato oltre l'80 del credito a fronte di perizie di cantiere che sembrano non superare il 50%.

Il comune di Ravenna pure sostiene di essere vittima di questa vicenda.

Denuncia persino di subire "sciacallaggio politico" da parte di noi autocostruttori che cavalcheremmo l'onda della notorietà per sferrare attacchi nei confronti della Giunta, come se denunciare a gran voce l'assoluta mancanza di vigilanza dell'Amministrazione sia qualcosa di cui vergognarsi, l'amministrazione che tra l'altro ha persino scelto la ditta che ha truffato le 14 famiglie e che è responsabile della situazione in cui ci troviamo.
Persino Alisei Ong sostiene di essere sotto il fuoco di servizi giornalistici di bassa leva e disinformati, manda diffide a destra e a manca, sostiene di non avere nulla a che fare con Alisei S.r.l., la ditta che ha orchestrato la truffa, ma Ottavio Tozzo, all'epoca, ricopriva il ruolo di presidente di entrambe, Ong e società, e nonostante che l'attuale presidente della Ong, nonché fratello di Ottavio, Ruggero Tozzo, figuri in quota nella società a responsabilità limitata truffaldina...
Quelli che non possono dire minchiate in questa vicenda, perché devono dimostrare tutto ciò che dicono con i documenti, sono le famiglie di autocostruttori, che nel corso di questi anni hanno lavorato gratuitamente per circa 21.000 ore, 1500 ore per ciascun socio, circa 200 giorni di lavoro, durante i fine settimana e durante le ferie che per loro, per quasi tre anni non sono esistite, perché ovviamente le persone coinvolte avevano un lavoro, e l'impegno di costruire la casa era da svolgere al di fuori della settimana lavorativa, per questo hanno sacrificato la famiglia, il riposo, la salute... per costruire quelle case, che sarebbero diventate le LORO case!
Quelle stesse persone che si sono prese diffide, due, da Alisei Ong, che si sono visti sbattere la porta in faccia in ben più di un'occasione da coloro che si erano assunti la responsabilità di vigilare e controllare il progetto che avevano promosso, e sono sempre loro, coloro che si vedono citati in Tribunale, il prossimo 23 gennaio, per un pignoramento presso terzi di 1.364.323,74 € da una banca che sostiene di essere etica.

                                                                Immagini del Consiglio comunale del 9 gennaio 2014.
Giovedì scorso è stato affrontato per la prima volta in Consiglio comunale il fallimento del progetto di Filetto.
I due ordini del giorno, di Pietro Vandini per il Movimento 5 Stelle e di Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, chiedevano sostanzialmente risposte sull'operato del Comune in merito alla gestione disastrosa del 3° progetto di autocostruzione che ha preso il via nel 2006 a Ravenna.

E' andato in scena il solito spettacolo dello scaricabarile, consuetudine ormai in uso tra i nostri politici, la negazione di qualsivoglia responsabilità.
Tutto questo supportato da una serie di falsità, travisamenti, mezze verità e lacune impressionanti negli interventi dell'Assessore Cameliani e del Capogruppo PD Cavicchioli. Non so fino a che punto dette in buona fede.

Alcuni passaggi.

Min. 14'08" intervento di Cameliani.
L'assessore afferma (min.18'04")
"quali erano i principi salienti dell'accordo di autocostruzione (riferendosi al progetto di Filetto, n.d.s.): Alisei Autocostruzione S.r.l., impresa nella galassia della Ong, ci metteva le competenze tecniche e organizzative..."
FALSO ! - Il Comune sottoscrive un contratto (protocollo d'intesa) solo con Alisei Ong, la scelta di delegare Alisei Autocostruzione S.r.l. è priva di qualsiasi fondamento contrattuale.

Faccio una breve digressione.
Il Comune da oltre un anno si difende sostenendo che sono stati gli autocostruttori a scegliere Alisei S.r.l. e pertanto le responsabilità del fallimento del progetto (dovuto al fallimento di Alisei S.r.l.) devono assumersele gli autocostruttori. Non è andata in questo modo. Alisei S.r.l. è stata "scelta" dal Comune di Ravenna, che il 6 aprile 2006 concede proprie alla societa a responsabilità limitata il permesso a costruire, ben prima che gli autocostruttori firmassero con essa un contratto d'appalto (3/07/2006) e molto prima che il Comune firmasse con la coop. Mani Unite la convenzione della concessione del terreno (25/09/2006).
Qui di seguito il link dove si possono trovare la cronologia e i documenti ufficiali:
Questo è un fatto incontrovertibile, che il Comune cerca in tutti i modi di nascondere, sostenendo il falso.

LA PROPOSTA DEL COMUNE.
min. 23'26"
Premesso che ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna proposta scritta, nonostante la stessa sia stata da noi più volte sollecitata all'assessore Cameliani e al Direttore Generale Carlo Boattini, l'assessore la sintetizza in questa maniera:
"...Il Comune nell'ipotesi di transazione cosa si impegnava a fare? Verso Mani Unite a concludere i lavori già avviati dalla cooperativa così da ultimare e rendere abitabili una parte degli alloggi esistenti allo stato di grezzo. Avevamo già fatto accordi con Acer, già preso contatti che si dovevano iniziare subito i lavori per la palazzina costituita da 6 alloggi, entro 18 mesi dalla firma della transazione a tre. Tali alloggi poi venivano assegnati in locazione decennale, si proponeva naturalmente ai soci della cooperativa Mani Unite ancora interessati e che avevano ancora alla data i requisiti per ottenere l'assegnazione di un alloggio ad edilizia residenziale pubblica, al canone mensile di € 450, così come previsto dalla legge, non ci si inventava niente.
Veniva data la possibilità ai medesimi locatari la possibilità di comprare la proprietà degli stessi alloggi, pagando la somma, ad unità abitativa, costo reale alloggi di 125.000 €.
Il prezzo originariamente previsto era di 94.000 €, è vero, la differenza di prezzo era di 30.000 €, il Comune si impegnava anche a chiedere il contributo regionale e quindi la regione aveva dato la disponibità, negli ultimi due mesi, a dare il contributo di € 19.000 ad unità abitativa, e quindi il costo finale per appartamento ammontava ad € 106.000..."

FALSO ! il prezzo previsto dalla Convenzione sopracitata del 25 settembre 2006 era di € 85.827 ad unità abitativa, non di 94.000 €. Secondo la proposta (che abbiamo rifiutato fermamente) avremmo dovuto aspettare l'anno 2015 per l'inizio dei lavori che avrebbero terminato le case (quando? nel 2020?) e avremmo dovuto dimostrare di avere ancora i requisiti per l'assegnazione di un alloggio ad edilizia residenziale pubblica...? E se qualcuno di noi, puta caso, avesse perso i requisiti che al momento del bando possedeva?
Nel 2020 saremmo andati a vivere in un appartamento e per 10 anni avremmo pagato 450 €/mese di affitto, mentre nel 2030 ci sarebbe stata data la possibilità di rilevare le case (quelle da noi costruite) al prezzo di 125.000 € (+ 50.000 € affitti fino a quel momento corrisposti).
Totale 175.000 € per una casa che ne doveva costare 85.000, Come definire questo, se non un affare?
Ah, dimentico il contributo regionale di 19.000 €, che riduce l'ammontare a 156.000 €.  Un AFFARONE, soprattutto considerati gli anni di sacrifici e lavoro delle famiglie dal 2006 ad oggi, per costruire le case e per far rispettare i propri diritti!

min 33'30"
Continua Cameliani: "gli autocostruttori sono solo in 3, altri hanno casa oppure trasferiti".
Io aggiungo: se aspettiamo altri 2-3 anni saranno forse meno. Il progetto di Filetto doveva terminare nel 2009, è comprensibile che alcuni si siano stancati o che abbiano perso i requisiti che avevano all'atto della partecipazione al Progetto, ma i requisiti si dovevano dimostrare nel giugno del 2005, nientemeno che 9 anni fa circa, non adesso! anche i banchi di legno del consiglio sono rimasti allibiti, non la stragrande maggioranza dei consiglieri no, perchè non stavano nemmeno ascoltando, come si vede chiaramente nelle immagini.
Ma ciò non toglie che gli stessi autocostruttori abbiano lavorato gratuitamente, sacrificato il loro tempo libero, nella costruzione di una casa che, ad oggi, non è che un cumulo di cemento e ferro!

Intervento di Vandini, min. 36'50"

Min. 45'25"
Intervento Cavicchioli, capogruppo PD:
"I progetti partiti per primi sono andati a buon fine, grazie alla tenacia e determinazione delle persone coinvolte." (Min.48'54")
FALSO!
Da quando in qua concludere i lavori di costruzione con un ritardo, rispetto al termine previsto, di due anni (Piangipane) o 5 anni (Savarna) avendo, per altro, usufruito del contributo a fondo perduto della Regione Emilia Romagna, può definirsi un successo??
Se così fosse anche il cantiere di Filetto potrebbe tra qualche anno (tipo nel 2020) definirsi un successo!

Il progetto di Savarna ha comportato una spesa per le famiglie di 135.000 € a fronte dei circa € 80.000 pervisti in orgine.
Mi domando: se Cavicchioli e Cameliani, all'atto dell'acquisto della propria abitazione, avessero dovuto pagare un importo pari a circa il doppio rispetto al preliminare di vendita concordato con atto notarile avrebbero forse brindato al un successo? E se l'abitazione, al prezzo doppio, gli fosse stata consegnata con anni e anni di ritardo rispetto al previsto, avrebbero atteso come nulla fosse?

Sempre Cavicchioli, min50'30":
"Crediamo che tutte le proposte avanzate alle famiglie coinvolte siano eque e di buon senso, perché noi cerchiamo la soluzione a questo problema, la soluzione delle persone è la bussola che ci guida... la pazienza e la determinazione che l'assessore e l'amministrazione ha messo in questa ricerca di una soluzione andrebbero premiati e condivisi anche da tutte le forze politiche".
Queste parole non necessitano di ulteriori commenti! Mi permetto solo di consigliare un controllino alla bussola!

Tanti, delle 14 famiglie che hanno partecipato al progetto di Filetto, hanno perso l'interesse... così dicono Cameliani e Cavicchioli.
Molti di noi non si sono potuti permettere di mantenerlo, questo interesse, perché la battaglia per ottenere Giustizia ha significato impegnare giornate e giornate, tempo libero che ancora una volta ha sottratto tempo agli affetti personali delle famiglie che invece stanno ancora lottando, e impegno anche economico, trasferte per parlare con i referenti, denaro per il lavoro di avvocati, commercialisti, tasse per tenere in vita una cooperativa che non può essere chiusa finché non saranno definiti ed accertati i fatti, denaro per pagare istanze... Pochi hanno potuto permettersi di portare avanti questa battaglia, ma non perché siano disinteressati alla casa. Il loro interesse alla casa lo hanno dimostrato lavorando in cantiere, ed anche questo, cari amministratori, è un fatto incontrovertibile!

Intervento Santarella min.52'34"
Intervento Ancisi min.56'50"



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