giovedì 9 gennaio 2014

Bolivia espelle Ong danese.


Il Governo del Presidente Evo Morales ha annunciato che la Ong danese IBIS che opera nel campo dei diritti, dell'educazione e dello sviluppo della Bolivia ha tempo fino al prossimo 26 marzo per chiudere o trasferire i programmi che sono in essere nella nazione andina e abbandonare il paese.

Le autorità boliviane hanno preso la decisione di espellere l'organizzazione non governativa a causa delle accuse da parte del Governo di ingerenza politica, finanziamento di iniziative volte a dividere le organizzazioni indigene e per avere espresso critiche sulle relazioni delle autorità con i popoli nativi.

Tuttavia il direttore della organizzazione Ximena Valdivia ha riferito che le accuse non hanno corrispondenza con le politiche di IBIS e della storia trentennale di lavoro nel paese. Inoltre, ha aggiunto, l'organismo che rappresenta ha il diritto di conoscere con precisione quali sono i motivi della decisione che hanno portato alla espulsione dal paese per poter fornire una spiegazione e correggere gli errori commessi.

Il Capo di Stato boliviano ha riaffermato la decisione di espellere IBIS dal paese e ha avvertito che altre associazioni che realizzano attività simili potrebbero fare la stessa fine se continueranno a immischiarsi nella politica. Fece scalpore il maggio scorso la notizia che l'agenzia per la cooperazione internazionale americana USAID fu espulsa per gli stessi motivi.

l'espulsione della Ong fu annunciata dal Segretario
della Presidenza, Juan Ramón Quintana (nella foto).
Già il 20 dicembre scorso il Ministro della Presidenza Juan Ramón Quintana aveva reso pubblico l'annuncio dell'Esecutivo di espellere dalla nazione quelle Ong implicate con settori in opposizione allo Stato.

"Siamo stanchi di tollerare ingerenze politiche di IBIS in Bolivia, siamo stanchi di tollerare che promuova il conflitto all'interno della propria struttura, in CIDOB (Confederación de Pueblos Indígenas de Bolivia), in Conamaq (Consejo Nacional de Ayllus y Mar­kas del Qullasuyu, federazione di organizzazioni indigene che recrimina la sovranità del popolo indigeno) e in altre organizzazioni. Hanno abusato dell'ospitalità dello Stato boliviano" ha affermato il funzionario.

Il Presidente Evo Morales ha confermato l'annuncio del Ministro Quintana e ha aggiunto che "per la dignità del popolo boliviano" non permetterà ingerenze delle Ong nel suo paese, data la presenza di enti destabilizzatori.

Da parte loro, anche i legislatori andini hanno avvertito le onlus e le Ong ambientaliste sono tenute sotto controllo, argomentando che tra queste organizzazione sono state riscontrate attività "irregolari", come per esempio, il tentativo di impossessarsi di territori appartenenti agli indigeni e di terreni demaniali. (traduzione dell'articolo di Tercerainformacion.es)

Questa notizia viene riportata anche dal blog aucaencayohueso che, ricordando che la stessa organizzazione danese pochi mesi fa venne espulsa, per ragioni simili, anche dal Governo dell'Ecuador e che la stessa USAID starebbe lasciando il paese presieduto da Rafael Correa ufficialmente per non avere raggiunto un "accordo bilaterale" sul futuro dei propri programmi, si pone alcune questioni sulla funzione di questi soggetti:

fino a che punto si possono raggiungere accordi con questi attori senza danneggiare la sovranità nazionale?
Quali sono le funzioni di queste Ong nei paesi dell'america latina e quali interessi spingono questi paesi a cercare la "cooperazione" di queste organizzazioni?
Ed infine, possono queste Onlus e organizzazioni attuare in forma apolitica, "spogliate" di un fine che sembra essere il fondamento della propria esistenza?

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