lunedì 16 dicembre 2013

Spagna, 20 milioni della cooperazione spesi in hotel di lusso e cene.


Il vice Presidente e Consigliere per l'Amministrazione Locale e Relazioni Istituzionale della Giunta dell'Andalucia Diego Valderas ha annunciato questo mercoledì (4 dicembre scorso n.p.) che l'organismo regionale ha chiesto il reintegro di 20.529.554,07 € destinati a programmi di cooperazione internazionale concessi a 85 enti per non avere compiuto ai requisiti richiesti.
Così ha annunciato Valderas durante il suo intervento in Parlamento, dove ha spiegato che di questa somma 16.495.036,14 € sono già stati reintegrati e che i restanti 6.268.126,57 sono in corso di recupero.

Questo rimborso sarà comprensivo di 1.608.364,79 € di interessi di mora. Secondo quanto precisato il vicepresidente della Giunta, tutti questi fondi sono stati concessi dalla creazione della AACID (Agenzia della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo dell'Andalucia) nel 2006. Su un totale di 346 progetti sovvenzionati di cui si è chiesto il reintegro, 34 appartengono ad AECI (Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale), per un totale di 9,7 milioni.


Diego Valderas, vicepresidente Giunta Andalucia.

Il vicepresidente ha aggiunto che la Giunta ha uno dei sistemi migliori di controllo, superiore a quello statale e delle altre comunità, che si basa su tre fasi: una antecedente alla sovvenzione, la seconda durante l'esecuzione della stessa, e l'ultima alla conclusione del progetto. In tutte queste fasi la sovvenzione è sottomessa al controllo dell'Intervencion General de la Junta (organo superiore di controllo interno), al previsto Tribunal de Cuentas (omologo della nostra Corte dei Conti, n.p.) e dalla Cámara de Cuentas de Andalucía (organismo tecnico anch'esso dipendente dal Parlamento regionale).

"Gli enti beneficiari devono produrre tutta la documentazione e informazioni richieste da tali organi" ha precisato Diego Valderas. "Il 99,9 % delle Organizzazioni non Governative sono trasparenti e irreprensibili sulla gestione di ogni euro dell'amministrazione pubblica". traduzione dell'articolo originale di abcdesevilla.es .

Tra questi casi spicca il caso del FAMSI (Fondo Andaluz de Municipios para la Solidaridad Internacional), un ente creato nel 2000 che ha collegamenti con membri e dirigenti della coalizione IU (Izquierda Unida), formazione política con cui ha compartito personale e responsabili.
Il FAMSI per il progetto: "Rafforzamento del ruolo dei comuni andalusi nella cooperazione internazionale. Politica di cooperazione decentrata e attuazione di inclusione sociale e democrazia partecipativa" ha ricevuto un finanziamento di € 178.212.
Per giustificare le spese la Ong vicina al governo regionale del PSOE e IU ha prodotto 492 fatture, delle quali 217 corrispondono a corse in taxi; 43 sono biglietti di viaggi nazionali e internazionali con importi che oscilano tra i 41,14 euro di un biglietto del treno Málaga-Córdoba e i 4.580,48 di un biglietto aereo per Lima (Perú) con scali a Madrid e Città del Messico.
Nella motivazione della sovvenzione non c'era nessun riferimento a Brasile, Repubblica Domenicana, Turchia e Perú, zona deve viaggiarono diversi membri della Ong con incarichi nella Delegazione di Malaga.


Il parallelo con la situazione italiana.

Analogo lavoro di accertamento è stato condotto in Italia dalla Corte dei Conti che ha informato il Governo delle "storture" del sistema di cooperazione con un dettagliato rapporto pubblicato a luglio del 2012. VEDI DOCUMENTO.
Da questa indagine denominata: “Contributi alle Organizzazioni non Governative per la realizzazione dell‟attivita‟ di cooperazione” emergono "una serie complessa di disfunzioni di ordine contabile e procedimentale". A tale scopo l'organo di controllo indica "Con riferimento ai rilevati casi di ritardo da parte delle ONG nel trasferimento dei fondi in loco, si raccomanda all'Amministrazione di verificare non solo la sufficienza del patrimonio dell‟ONG rispetto alle obbligazioni assunte ma anche di verificare che l'ONG fornisca effettive garanzie in ordine sia alla realizzazione delle attività di cooperazione che alla disponibilità delle strutture e del personale necessario allo scopo come indicato dall‟art. 28 della legge n. 49/87.
Questo allarme ad oggi è rimasto inascoltato.

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