martedì 24 dicembre 2013

Non con i nostri soldi !

Il 4 dicembre 2013 Banca Etica ci ha mandato gli auguri di Natale attraverso questo atto che cita il nostro presidente a comparire in Tribunale per il pignoramento presso terzi di 1.364.323,74€.
Questo l'atto originale:


Peccato che Banca Etica, nonostante il nome, non faccia una seria autocritica del proprio operato nel contesto dei progetti di autocostruzione assistita gestiti dalla Ong Alisei. Banca Etica era l'Istituto di Credito con cui Alisei Ong aveva (ha?) un accordo di collaborazione a livello nazionale, come messo nero su bianco dalla stessa organizzazione non governativa, al momento di candidarsi al progetto di Filetto (RA).



Nell'intervento del Presidente di Alisei Ottavio Tozzo, durante la 2 edizione di Terra Futura (serie di convegni sulle migliori esperienze e progettualità legate alla sostenibilità ambientale, economica e sociale organizzata da Banca Etica alla Fortezza da Basso di Firenze), sembra che sia proprio Banca Etica a promuovere questa esperienza di edilizia sociale con Alisei Ong:

video


Non solo.
Nel 2006 fornì, sempre in relazione al nostro progetto, un prestito ad Alisei Ong di 150.000 € con garanzia fidejussoria di 250.000 €, per poi erogare una linea di credito di 1.250.000 € senza chiedere, questa volta, alcuna garanzia!?
Perché?

"Banca Etica esercita la sua attività in coerenza con i principi ispiratori della Finanza Etica e con i valori dell'economia sociale e civile, volti al perseguimento di uno sviluppo economico e sociale equo e rispettoso dei Diritti umani, fondato sulla ricerca dell'interesse comune e dell'inclusione dei più deboli, nel nord e nel sud del mondo, sulla protezione e rigenerazione dei beni comuni e sull'equilibrio ambientale, sulla centralità del lavoro e sulla priorità del capitale umano rispetto a quello finanziario.
Banca Etica svolge attività di raccolta di risparmio e di concessione del credito con l'intento di favorire un utilizzo del denaro finalizzato all'accrescimento del benessere per la Società, riconoscendo e valorizzando la specificità di ogni territorio in una visione globale."
                                         VISIONE ETICA - ESTRATTO DEL CODICE ETICO DI BANCA POPOLARE ETICA.



NON CON I MIEI SOLDI !
La campagna "Non con i miei soldi" è un'iniziativa promossa da Banca Etica e dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica e nasce dallo stimolo di alcuni soci e GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) che chiedevano il posizionamento di Banca Etica rispetto alla crisi finanziaria internazionale.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che, siccome sono i cittadini a fornire, con il loro reddito e i loro risparmi, la materia prima con cui il sistema finanziario opera (realizzando operazioni nei paradisi fiscali, finanziando il traffico d'armi e speculando sul prezzo del cibo), essi hanno il grande potere di dire "Non con i miei soldi".

Pochi anni fa il Direttore Generale di Banca Etica, Mario Crosta, commentando la crisi economica, si esprimeva in questi termini: “accanto alla crescita della disoccupazione si aggravano il disagio abitativo, la sproporzione tra i costi delle case ed i redditi delle famiglie. Si tratta di nodi cruciali, per il nostro Paese, e non solo”.
E sul progetto di Filetto "E’ un peccato, perché l’autocostruzione è una delle modalità per dare risposta a un bisogno primario come quello della prima casa»."

Perchè nonostante si sia più volte ribadito che l'Istituto di Credito ha avuto rapporti non con Alisei Srl ma con la Ong, non ha mai fatto niente a tutela delle famiglie di Filetto?

Vorrei che semplici cittadini, soci e azionisti esprimessero il proprio dissenso sull'operato di Banca Etica, twittando all'indirizzo @ncims, oppure scrivendo una mail, come ha fatto un cittadino che nei giorni scorsi ha scritto queste righe alla filiale di Banca Etica dove ha aperto il conto corrente del proprio GAS (gruppo di acquisto solidale):

"Gentile Sig. Xxxxxxxx,

francamente, appare poco "etica" la prassi di traslare precise e circostanziate responsabilità del proprio operato, vale a dire PIGNORARE una cooperativa di 14 FAMIGLIE, COLPEVOLI DI AVER REGALATO 15OO ORE PRO-CAPITE IN UN CANTIERE INCOMPIUTO PER RESPONSABILITÀ DA ADDEBITARSI AL SOGGETTO FALLITO CON IL QUALE IL VS. PRESIDENTE (e la filiale di Banca Etica competente su Ravenna) HA CONCORDATO L'EROGAZIONE DELLA LINEA DI CREDITO, E ALL'ENTE IDEATORE E VIGILIANTE (sulla carta) SULLA REALIZZAZIONE DELL'OPERA

su altri soggetti che non rivendicano (come Banca Etica fa) alcuna eticità sulla loro operatività bancaria e che notoriamente non si curano minimamente del modo in cui la clientela usa gli strumenti del credito, semplicemente assecondano le disposizioni.

A quanti tra i GAS della rete xxxxxxxxxx, non risulti abbastanza chiara la vicenda, consiglio vivamente la lettura dell'interrogazione parlamentare consultabile a questo indirizzo:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=719681

nonchè l'intera cronistoria della vicenda:
http://www.difesaconsumatori.eu/index.php/autocostruzione-filetto/cronistoria-filetto

Da queste evidenze traggo le seguenti constatazioni:

1) Banca Etica ha negoziato e autorizzato una linea di credito con interposizione di un soggetto (Alisei ong) e ha versato fondi ad un secondo soggetto (Alisei srl, quello che è fallito,e che è diretta emanazione del primo) senza tener conto della condotta aziendale e del merito creditizio di questi soggetti, che avrebbe potuto evincere, con dovizia di precedenti assolutamente non raccomandabili, semplicemente consultando le basi dati in uso presso qualunque istituto di credito (cerved, centrale rischi, lista protesti ecc);
2) Non ho informazioni circa l'eventuale presenza di rapporti intrattenuti tra Banca Etica e Alisei (ong o srl pari sono).
In caso affermativo (il Direttore Rxxxxxxxxx che ha sbandierato la trasparenza del gruppo cui appartiene vorrà fornirci delucidazioni in merito) Banca Etica avrebbe avuto nella propria disponibilità informazioni di prima mano sulla condotta del fallito.
3) Banca Etica non ha ritenuto opportuno fornire alcuna informazione al proprio cliente, la "cooperativa Mani Unite" (le 14 famiglie raggirate) dei rischi cui la medesima si era esposta avendo accettato a scatola chiusa dal Comune di Ravenna, una formula contrattuale con clausole blindate sia in relazione alla stazione appaltante, sia in relazione alle clausole capestro del medesimo appalto, concordato tra ente locale e appaltante, CLAUSOLE TRA LE QUALI RICORDO È CONTEMPLATO IL VERSAMENTO DEL 50% DEL VALORE DELL'APPALTO ALL'ATTO DELLA SOTTOSCRIZIONE DEL MEDESIMO, questa sola circostanza (che non trova eguali in nessuna prassi commerciale, per la sua palese irragionevolezza e vessatorietà) avrebbe dovuto suggerire un supplemento di istruttoria a Banca Etica circa l'erogazione della linea di credito;
4) Banca Etica, all'atto del fallimento di Alisei srl, piuttosto che valutare il mero collocamento a sofferenza del credito, promuovendo una soluzione alternativa ed un ricorso congiunto con l'ente locale ed i soci della coop. "Mani Unite" per quantificare il risarcimento del danno dovuto dal soggetto fallito alle parti lese (QUESTA CONDOTTA SAREBBE RISULTATA SENZ'ALTRO ETICA E SOLIDALE) ha diffidato il Comune di Ravenna affinché pronunciasse la decadenza della coop. Mani Unite dal diritto di superficie sull'area ove doveva sorgere l'opera incompiuta, ha revocato la linea di credito e ha pignorato la cooperativa stessa (non ha pignorato i singoli soci per il fatto che, ritengo sia esclusa dalla legge la responsabilità sussidiaria dei soci sulle obbligazioni assunte della cooperativa).
Alla luce di questi FATTI, confermo la mia constatazione (che non vuole essere in alcun modo un giudizio, né una valutazione) sull'operato censurabile e contraddittorio (sul piano logico, in quanto non c'è nulla di etico, né di solidale nel rincarare la dose di sofferenze di persone innocenti e incolpevoli) di Banca Etica ai danni di quindici famiglie, raggirate dal soggetto fallito.
Infine chiedo formalmente al GAS cui appartengo e ai GAS della rete xxxxxxxxxxx di aprire sulla vicenda una riflessione obiettiva senza condizionamenti, senza pregiudizi, senza difese d'ufficio e a prescindere.
Se poi queste legittime e sacrosante pressioni (che non evidentemente ricatti come qualcuno, dissociandosi dalla realtà dei fatti, ha affermato) possono sortire effetti reali (non risposte di circostanza) sul management di Banca Etica, sarà una vittoria di tutti.

PS: Io sono solidale con le famiglie di Filetto i loro bambini e i loro cari, cui è stato procurato un danno enorme sotto il profilo patrimoniale ed esistenziale: gli è stata negata la possibilità di abitare in una casa nel cui cantiere hanno lavorato gratis complessivamente 20.000 ore. E ora oltre al danno di aver perso questa speranza, c'è pure la beffa di dover restituire i soldi che sono serviti a NON COSTRUIRE LE LORO CASE.
Cari gasisti, e caro Direttore Xxxxxxxxx, come ci si può sentire nei panni di queste persone sfortunate e vittime di altrui affari di soggetti di cui va accertata la dinamica del fallimento, sotto il profilo della eventuale bancarotta fraudolenta? Il cda di Banca Etica si è minimamente posto la questione, e ha provato a rapportarla alla propria condotta? Se si, quale è stato il risultato di questa operazione? VERGOGNA?"


Lettera firmata.

Ti può interessare anche leggere: CHI DEVE PAGARE?