lunedì 25 novembre 2013

Il Tg3 nel cantiere della truffa.





Il servizio andato in onda sul Tg3 Emilia Romagna il 20 novembre 2013 sulla vicenda del cantiere in autocostruzione di Filetto (RA). Intervista agli autocostruttori e a Massimo Cameliani, assessore del Comune di Ravenna.


Nel 2005 14 famiglie parteciparono ad un progetto di edilizia sociale del Comune di Ravenna.
Il progetto prevedeva di realizzare 14 abitazioni in autocostruzione a Filetto (RA). I futuri proprietari avrebbero pagato 85.000 € la propria casa, a patto che lavorassero 1500 ore in cantiere coadiuvati da personale specializzato.

Il Comune affidò la gestione del progetto ad un terzo soggetto, Alisei Ong.
Dal dicembre 2006 al luglio 2009 le famiglie destinatarie del progetto hanno lavorato tutti i fine settimana e gran parte del loro tempo libero raggiungendo l'obiettivo prefissato: realizzare il grezzo delle proprie case e predisporre il lavoro degli artigiani, che da quel momento in poi, si sarebbero sostituiti a loro realizzando gli intonaci, gli impianti e i pavimenti.
Ma proprio allora Alisei sparisce dopo avere prosciugato la linea di credito del progetto.
Il Comune da allora non ha fatto nulla di concreto per aiutare coloro che hanno visto a poco a poco ma inesorabilmente svanire il loro sogno. Eppure l'amministrazione comunale, del progetto tristemente fallito, doveva essere arbitro e garante.

L'8 novembre 2013 l'amministrazione comunale ha notificato la decadenza totale del diritto di superficie, di fatto espropriando le loro case, con la motivazione che gli autocostruttori sono stati inadempienti!

Tutto ciò sarebbe quasi ridicolo se non fosse tragicamente vero!

Dei 3 soggetti coinvolti infatti, i cittadini vincitori di un bando pubblico sono stati quelli che hanno fatto responsabilmente ciò che era stato loro richiesto, 1500 ore di lavoro da parte di ciascuna famiglia!
Il 30 dicembre 2013 è stata depositata una causa nei confronti di Alisei Ong, Comune di Ravenna e Banca Etica, per diverse responsabilità in quella che non è un sacrilegio chiamarla con il vero suo nome: truffa!