domenica 4 agosto 2013

Il controllore di se stesso.



In Emilia Romagna c'è una strana situazione: Il Difensore Civico e la Regione sono chiamati a giudicare l'operato delle pubbliche amministrazioni del proprio stesso colore politico.
Non è un lavoro facile, bisogna saper essere duri con i propri colleghi, sapere valutare con imparzialità ed equilibrio. Senza dubbio una tale responsabilità porterà via il sonno a chi ha tali incombenze.

Nonostante questo il Difensore Civico prima e la Regione poi hanno dato prova di responsabilità e di grande senso civico, dando risposte durissime nei confonti dell'operato del Comune di Ravenna sulla vicenda del progetto di autocostruzione di Filetto (RA).

IL DIFENSORE CIVICO

Il 12 marzo scorso la risposta del Difensore Civico emiliano romagnolo deve avere stupito i colleghi di Ravenna e ancora di più l'assessore Cameliani, quando, senza tanti giri di parole, dichiarava che  "l'assessore Cameliani sta [...] seguendo la questione e sta predisponendo una proposta di transazione che dovrebbe portare ad una conclusione sia pure parziale. Allo stato pertanto consiglio di attendere il perfezionamento di tale atto." 
La proposta davvero allettante del Comune era già stata esplicitata dalo stesso Cameliani qualche mese prima, in occasione di una delle numerose riunioni che le nostre famiglie, all'inizio speranzose ma con il passare degli anni sempre un po' meno, dal luglio del 2009 ad oggi, hanno avuto con diversi rappresentanti del Municipio.

LA PROPOSTA

Cameliani aveva studiato la fattibilità della propria idea nei minimi dettagli con il Sindaco, con il Segretario Generale, con il responsabile del progetto di Filetto e infine con Banca Etica.
Il Comune si sarebbe impossessato nuovamente del terreno di Filetto, facendo decadere la convenzione che lo dava in usufrutto per 99 anni alla cooperativa di autocostruttori e si sarebbe impegnato da subito a cercare una ditta che terminasse le case attraverso una gara d'appalto pubblica.
A lavori ultimati gli alloggi sarebbero stati dati in affitto a prezzo calmierato (454 €/mese) con precedenza alle nostre famiglie. C'era una cosa a cui l'assessore non aveva potuto rispondere nell'immediato, e cioè se l'eventuale riscatto delle case tenesse conto degli affitti fino a quel momento corrisposti.
La risposta arrivò durante la riunione con Banca Etica a fine aprile, NO, non è previsto.
Così come non previsto il rimborso del lavoro eseguito da ognuno di noi, NON PREVISTO.
Avevamo già rifiutato la proposta senza conoscere l'ultimo dettaglio, figuriamoci quando ne abbiamo appreso la risposta.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Il 6 giugno scorso il Movimento 5 Stelle aveva presentato una interrogazione, a firma del capogruppo regionale Andrea Defranceschi, che chiedeva alla Regione:

- se non ritenga opportuno indagare affinchè venga accertato se ci siano responsabilità, da parte degli uffici competenti, per la mancata vigilanza su questa iniziativa di progetto sociale;
- se sia possibile valutare una forma di indennizzo o sostegno economico per i soci autocostruttori, che hanno debiti verso Banca Etica e anche verso l'Agenzia delle Entrate;
- se non ritenga opportuno, di concerto con il Comune di Ravenna, trovare una soluzione quanto meno per annullare i pagamenti di ICI (ora IMU), che gli autocostruttori stanno ancora pagando sul terreno di Filetto, così come Inail, etc. e perché gli stessi possano recuperare almeno il credito di IVA che permetterebbe loro di pagare le spese correnti per la chiusura della cooperativa;
- se non ritenga opportuno valutare ogni strada percorribile affinchè possano essere completati i lavori del cantiere di Filetto.
VEDI L'INTERROGAZIONE COMPLETA.

 LA RISPOSTA DELLA REGIONE.



 UN ULTIMO DUBBIO...

 "...lo stesso Comune ha sempre avuto un ruolo attivo nella tutela degli interessi degli autocostruttori: infatti ci ha evidenziato che, proprio al fine di superare le criticità, ha promosso incontri con gli stessi autocostruttori e con gli istituti di credito che ha concesso il mutuo, per trovare una adeguata soluzione per la conclusione dei lavori." 
Assessore Muzzarelli, le sembra sufficiente? Dal 2006 agli incontri con gli istituti di credito, cosa ha fatto il Comune? Ha coordinato, vigilato e sovrinteso in tutte le fasi la corretta attuazione del progetto di autocostruzione, come lo stesso Comune si è assunto come incarico nel protocollo d'intesa firmato dal Sindaco? Perchè non ha mai riferito alla Commissione Consigliare le informazioni periodiche sullo stato di avanzamento dei lavori, come da impegno assunto nel protocollo poc'anzi citato?
Un'indagine preliminare di mercato indetta dal Comune poteva dirsi sufficiente per affidare ad un Soggetto privato la gestione totale di un progetto di edilizia sociale in autocostruzione da 1.245.000 €?
Non sarebbe invece stato necessario pubblicare una gara che richiedesse garanzie di affidabilità del Soggetto e dell'offerta proposta e che prevedesse la costituzione di una garanzia fidejussoria a copertura dei rischi che, nel caso di Filetto, per esempio, si sono verificati tutti?
Gradirei Lei rispondesse a queste domande.



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