mercoledì 1 maggio 2013

Il progetto di autocostruzione (in)concluso di Casalmaggiore.


immagine tratta da OglioPoNews

“ll Comune di Casalmaggiore – amministrazione Toscani - ha aderito nell'anno 2006 al progetto di Autocostruzione". Così comincia la sezione del sito web del comune in provincia di Cremona, dedicata all’iniziativa avviata a Casalmaggiore, nella frazione di Vicomoscano (località Staffolo).
Il progetto coinvolse Alisei ONG, individuata dall’amministrazione locale attraverso un bando pubblico, con l’incarico di gestire e accompagnare le famiglie di autocostruttori nella realizzazione di 20 villette.
Quali sono i motivi che spingono dei cittadini a partecipare ad un progetto che prevede di dedicare ogni fine settimana ed ogni momento libero ai lavori in cantiere?
Risponde il Comune: “l'abbattimento dei costi di costruzione è drastico e la casa diviene di proprietà degli autocostruttori. Ai gruppi partecipano diverse famiglie, le quali trovano motivi di incontro nella condivisione di un obiettivo comune, instaurando anche un legame affettivo con il luogo che hanno "creato"”.
Purtroppo però il progetto ha incontrato delle difficoltà, anche se nell’anno 2011 le famiglie di Casalmaggiore sono andate ad abitare le case da loro stessi realizzate nonostante l’abbandono del cantiere da parte di Alisei e nonostante, in realtà, i lavori non siano ancora terminati.
Ancora oggi “i residenti – spiega l’ex sindaco di Casalmaggiore Luciano Toscani – lamentano il fatto che il comune li abbia un po’ abbandonati. Serve un piccolo sforzo per poter concludere i lavori. […] il quartiere necessita di interventi di urbanizzazione, come l’asfaltatura della strada, la manutenzione del verde nell’area centrale che, in sede progettuale, doveva costituire proprio il punto d’incontro delle famiglie, il luogo di condivisione. Manca ancora l’impianto d’illuminazione. Insomma, ci sono alcuni interventi da fare per concludere definitivamente il progetto. Credo sia importante per Casalmaggiore completare quest’opera. Bisogna farlo anche per queste persone che realmente si sono costruite la casa con le proprie mani, col sudore della propria fronte” (tratto dall’articolo del 28 aprile di Simone Arrighi, pubblicato su OglioPoNews).
A fronte del fermo amministrativo dell’ottobre del 2006 di Alisei ONG (clicca qui per leggere il documento), come ha potuto il Comune di Casalmaggiore avviare con la stessa organizzazione il progetto di edilizia sociale ad evidenza pubblica, il cui cantiere è stato aperto nell’aprile del 2007?
Com’è possibile che famiglie che hanno realizzato con grande sacrificio la propria casa, tra mille difficoltà, siano costrette, a 2 anni dall'ingresso nelle case, ad abitare un “cantiere aperto”, dove non sono ancora state portate via macerie e materiali di risulta e dove manca addirittura l’impianto di illuminazione?

Com’è possibile che, a fronte dell’attuale situazione del progetto di Casalmaggiore e sopra illustrata, la Sig.ra Franca Filippazzi, responsabile del settore istituzionale amministrativo del Comune di Casalmaggiore (CR), ad agosto dello scorso anno, rispondeva così alle mie richieste di informazioni sull’andamento del progetto: “[…] assunte informazioni presso il consigliere comunale referente per la nostra amministrazione del progetto autocostruzione geom. Claudio Romanetti, sono a comunicarle che nessun inconveniente analogo a quelli da lei descritti si è verificato nell’ambito del progetto realizzato, tra l’altro ormai in fase in conclusiva […]”?

Ti potrebbe interessare leggere: La politica trasforma un sogno in un incubo.