venerdì 14 settembre 2012

ECUADOR REVOCA IL PERMESSO A 26 ONG.

foto tratta da www.fundaciontarpunaas.org
Il Segretariato Tecnico della Cooperazione Internazionale (Seteci), l'agenzia governativa incaricata di porre fine ai contratti delle 26 ONG, ha impiegato tre anni per rivedere le operazioni di tutte le ONG straniere nel paese, perché molte di esse non hanno segnalato il luogo in cui operavano o in quali settori erano coinvolte
Come ha spiegato Gabriela Rosero, capo della Seteci, molte delle organizzazioni erano rappresentate solo dal nome, altre non operavano e alcune non avevano nemmeno un indirizzo di domicilio. Le ONG in Ecuador devono soddisfare i requisiti del Sistema Ecuadoriano di Cooperazione internazionale, come ad esempio il divieto di "avere finalità di lucro, di avere collegamenti politici o compiere proselitismo", di compiere attività che violino la "quiete pubblica" o che siano "diverse o incoerenti rispetto al proprio scopo sociale", secondo il decreto 812.
Tra le 26 ONG sospese figurano nove associazioni americane, quattro italiane (Alisei, Associazione italiana Sjamo, Movimento Laico America Latina, Terra Nuova), tre spagnole, due britanniche, una argentina, una portoricana, una colombiana, una tedesca, una danese, una filippina, una da Singapore e uno belga. 
Il Presidente Rafael Correa ha affermato che le ONG non rendevano noti i finanziamenti percepiti e che molte di loro non hanno rispettato il loro statuto nè hanno compiuto le attività sociali dichiarate. Al contrario, ha detto, si impegnavano a fare politica nel paese. Secondo la denuncia di alcuni media, le ONG erano situate in posizioni strategiche per la nazione, come riserve naturali, dove ci sono progetti anche nazionali.Dieci giorni prima della pubblicazione del decreto, Correa aveva dichiarato che le ONG "sono di estrema destra", per lo più americane, e che intendevano "destabilizzare il Governo progressista." 
Il Presidente ha aggiunto che altre che lavorano nel confine settentrionale, sono "complici" di gruppi irregolari.Il governo ecuadoriano ha invitato le ONG a chiarire lo scopo del loro soggiorno nel paese. Molte non lo hanno fatto, e quindi sono state diffidate dal continuare a svolgere attività in Ecuador. 
Il Seteci ha altresì comunicato ad altre 16 ONG straniere che le stesse dovranno sottoscrivere un nuovo accordo con il governo ecuadoriano, "per il quale devono esprimere il loro interesse a continuare a lavorare nel paese n un periodo massimo di quindici giorni" e soddisfare i relativi requisiti.
Una delle clausole che preoccupano le ONG è che alle stesse è vietato eseguire "progetti a fondo perduto finanziati dalla cooperazione internazionale derivanti da accordi bilaterali o multilaterali, pena la risoluzione anticipata dell'Accordo di Base. Nel 2009, il Governo ha sospeso temporaneamente il permesso rilasciato all'organizzazione ambientale ecuadoriana Accion Ecolgica. Inoltre ha revocato lo status diplomatico ad una ONG accusata di intrattenere rapporti con le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC).

Fai click sull'elenco delle ONG sospese !
Sito originale: http://america.infobae.com/notas/57681-Ecuador-revoca-el-permiso-a-26-ONG-extranjeras

Alisei opera in Ecuador dal 1995 attraverso l'identificazione e realizzazione di progetti di sviluppo rurale-sociale, economicamente e ambientalmente sostenibili e compatibili.
Come partner di ECHO (direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commisione europea), Alisei ha svolto progetti di emergenza, aiuti umanitari e prevenzione di disastri..
Nel 1998 realizzò un intervento in risposta ai danni causati dal disastro naturale derivati dall'influenza del Niño. In base ad un report del 14 maggio 2003 del Ministero degli Affari Esteri del Governo dell'Ecuador Alisei ha ricevuto finanziamenti per euro 4.542.774 da Comunità Europea e Governo ecuadoriano.

PROGRAMMA ECHO/TPS/219/2001/03003/ONG NF/ALISEI
SETTORE: DIRITTI UMANI
ZONA: Provincie del Pichincha, Azuay e Guayas.
CONTROPARTE: ALDHU
TOTALE BENEFICIARI: 474.638 
ENTE FINANZIATORE: UE
Alisei ha in essere il progetto “Strategie e azioni per la protezione dei Diritti Umani degli immigranti, delle loro famiglie e delle vittime del traffico umano in Ecuador”
L’attivita’ comprende:
- Promozione e protezione dei diritti Umani degli immigranti, dei loro figli minori e delle donne, vittime vulnerabili di abusi, sfruttamenti e maltrattamenti.
- Appoggio alle Istituzioni Nazionali, regionali e locali, includendo le ONGs, coinvolte nella protezione dei Diritti Umani degli immigranti.
- Appoggio e promozione della partecipazione della Societa’ Civile e concertazione amplia con le Istituzioni dello Stato per il raggiungimento di una riforma giuridica adeguata ad affrontare il problema degli immigranti e in relazione al traffico umano. http://www.retemaranatha.it/bacc/2008/3_maggio%20giugno%2008.pdf