giovedì 9 agosto 2012

ciao a tutti,

non sono un internauta ma lo sto diventando per promuovere la mia battaglia per la giustizia.
Da 44 giorni, infatti, sto occupando con altre famiglie il cantiere di Filetto (RA) dove dovevano sorgere le nostre case. Il progetto è cominciato nel 2006, promosso dal Comune di Ravenna e prevedeva la realizzazione di abitazioni su due piani in autocostruzione associata.
Con il termine autocostruzione, nel campo dell'architettura, si indicano le strategie per sostituire con operatori dilettanti le imprese che, in una struttura produttiva evoluta, si occupano normalmente della realizzazione dell’edificio per conto dei suoi futuri utenti.
Una ditta con esperienza in questo campo aveva vinto un bando aggiudicandosi l'appalto, avrebbe dovuto seguire il nostro lavoro avvalendosi di un capo cantiere e di un direttore dei lavori, acquistare il materiale, scandire le fasi dell'opera e infine chiamare ditte esterne per realizzare quei lavori più complessi che avrebbero avuto bisogno di una certificazione (impianti) o che semplicemente richiedevano una precisione che solo un artigiano professionista ti poteva garantire (intonaco, pavimenti).
Il compito del Comune, in accordo di un protocollo d'intesa sottoscritto, era quello di controllore.
Nel luglio del 2009, dopo 2 anni e mezzo di sacrifici e fatica, e dopo avere realizzato il grezzo, il cantiere viene bloccato, la ditta Alisei infatti si è volatilizzata.

Dopo 3 anni di incontri e richieste al Comune perchè si assumesse la responsabilità di terminare i lavori, in sostituzione della ditta che comunque avrebbe dovuto controllare, e dopo puntuali quanto inammissibili rifiuti in tal senso, noi autocostruttori abbiamo occupato il cantiere, e da allora, 26 giugno 2012 dormiamo li, all'interno di appartamenti mai conclusi, senza infissi nè pavimenti, per sensibilizzare opinione pubblica e società civile affinchè il nostro disagio venga avvertito e divenga un peso insopportabile per l'Amministrazione comunale.
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