mercoledì 29 agosto 2012

DENUNCIA VIOLAZIONE DIRITTI

Autocostruzione Ravenna – Occupazione Cantiere FIletto (RA) da parte della cooperativa Mani Unite.

(lettera indirizzata ai seguenti indirizzi: gabsindaco@comune.ra.it, assedilizia@comune.ra.it,
        assurbanistica@comune.ra.it, assimmigrazione@comune.ra.it,
        asspoliziamunicipale@comune.ra.it, asspariopportunita@comune.ra.it,
        assbilancio@comune.ra.it, asscoopinternazionale@comune.ra.it,
        assdecentramento@comune.ra.it, asspartecipazione@comune.ra.it
,
        asspolgiovanili@comune.ra.it, assscuola@comune.ra.it,
        segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it,
        assattprod@regione.emilia-romagna.it,
        assorganizzazione@regione.emilia-romagna.it, assamb@regione.emilia-romagna.it,
        politichesociali@regione.emilia-romagna.it, provra@cert.provincia.ra.it,
        frivola@mail.provincia.ra.it, eproni@mail.provincia.ra.it,
        maroncuzzi@mail.provincia.ra.it, c.meticcia@racine.ra.it,
        simonatarabusi@gmail.com, ravenna@cisl.it, emiliaromagna@cisl.it,
        bologna@flcgil.it, ravenna@flcgil.it, emiliaromagna@uila.it,
        segreteria@uil-ravenna.it, baselahmed@libero.it, safaritv@libero.it,
        tlamri@tin.it, pasteuralikab@yahoo.fr, amici.agenzia@libero.it,
        valeg99@yahoo.it, mlydriss@hotmail.it, culturemeticce@yahoo.it,
        info@personeinmovimento.it
Cc: info@amnesty.it, redazione@infonodo.org,
        a.alberizia@gmail.com>, andrea.degidi@ilcarlino.net,
        <redazione@ravennanotizie.it>, redazione@ravennaedintorni.it,
        redazione@ravennawebtv.it, a.chiarini@repubblica.it,
        Gruppo24ORE@ilsole24ore.com, redazione@ilsecoloxix.it, letizia@ilsecoloxix.it,
        onofrio@ilsecoloxix.it, <federico.lacche@gmail.com>,
        larepubblica@repubblica.it, lavoce@lavocediromagna.com,
        carlomonaco42@gmail.com, italiachamabrasil@gmail.com,
        antonia.guerra@architetturaecosostenibile.it, report@rai.it,
        redazioneweb@ilmessaggero.it, il.referendum@gmail.com,
        segreteria@ilgiornale.it, d.russo@liberoreporter.it, lettere@lettera43.it,
        marrucci.giuliano@gmail.com, edoardo.lucheschi@globalist.it,
 gaetano.liardo@liberainformazione.org,
norma.ferrara@liberainformazione.org,
        gianni.cipriani@globalist.it, antonio.cipriani@globalist.it,
         redazione@globalist.it
segreteria@statoquotidiano.it,
        <Natascia.Festa@corrieredelmezzogiorno.it>, redazione@internapoli.it,
        avenna@lavocediromagna.com, redazione@ravennatg.it, piu@piunotizie.it,
        Info@intopic.it, redazione@ravenna24ore.it, Francesco.Monti@ilcarlino.net,
        ndigbocommunity@yahoo.it, edoravennaproject@gmail.com,
        johnsonagheyisi@yahoo.it, nigeriaasso@yahoo.com, idaulkhayr@katamail.com,
        info@legalife.it, fall.modou@fastwebnet.it, fatouboro@libero.it,
        pouye68@yahoo.fr, costan@libero.it, associazioneromaniamare@yahoo.it,
        nobleintfriends@yahoo.com, info@antennaitaliana.it, fallmodou65@hotmail.it,
        elenam76@interfree.it, emekanze@movemail.com, liljanapicari@email.it,
        aftab30@hotmail.com, tankoyaco@yahoo.it, loverbrothers@yahoo.com,
        ilterzomondo@yahoo.it, c.tchameni@yahoo.it, evelina.d@libero.it,
        giulia.l@racine.ra.it, MoussaDiagne@alice.it, khaly@jumpy.it,
        timo1966@yahoo.com, mgbidiamaka@yahoo.com, dyla_snc@yahoo.it,
        info@fiom-bologna.org, er_fiom@er.cgil.it, jylene.s@hotmail.it,
        mabuhayitalfil@libero.it)

 Egregi tutti,
in relazione a quanto in oggetto ci permettiamo di esporre quanto di seguito.
Come sicuramente saprete da più di 60 giorni stiamo (soci Cooperativa Mani Unite) “occupando”, vivendoci notte e giorno (tranne i momenti della giornata dedicati al lavoro), il cantiere di Filetto ossia l'area sulla quale avremmo dovuto costruire e abitare già da 3 anni, le nostre case e dove invece c'è solo un cantiere ormai abbandonato!
Come saprete, nel lontano 2005 avevamo partecipato ad un bando pubblicato dal Comune di Ravenna al fine di procedere ad autocostruire, con l’ausilio della Ditta Alisei individuata dallo stesso Comune, le nostre abitazioni.
I lavori di costruzione delle nr. 14 abitazioni, cominciati a dicembre 2006, hanno avuto però termine nel 2009, dopo circa 20.000 ore di lavoro prestate, ossia dopo 3 anni dall’inizio, a causa dell’abbandono del cantiere della Ditta che avrebbe dovuto aiutarci (Alisei) che nel 2010 ha dichiarato fallimento.
Le Istituzioni si sono volatilizzate, anche quelle (Comune) che avrebbero, sulla base di accordi scritti, dovuto vigilare, sorvegliare e supervisionare tutte le fasi del Progetto.
Così da 60 giorni, dopo aver intrapreso ogni strada possibile, abbiamo deciso di presidiare, chi tutta la giornata chi nei momenti in cui gli è consentito dalla famiglia e dal lavoro, il cantiere per evitare che la questione venga dimenticata e per tentare di avere qualche risposta: la speranza che i lavori possano terminare e finalmente consentirci di vivere nelle nostre case ancora è viva dentro noi.
Come già detto, la Cooperativa è composta sia da cittadini che economicamente risultano svantaggiati sia da extracomunitari che, in virtù dell’appartenenza a Paesi stranieri (alcuni dei quali provenienti da Paesi con gravissime situazioni anche di tipo bellico), avevano potuto ricevere il “beneficio” di rientrare nella graduatoria e di partecipare al progetto in argomento, prestando comunque la propria attività lavorativa.
Adesso, però, che la situazione è diventata problematica e gravosa, si sono dileguati tutti e nessuno Ci ha offerto né ci offre alcun supporto e tutela sebbene la nostra condizione sia meritevole di maggior tutela.
La sensazione che abbiamo avvertito in questa annosa vicenda è che l’argomento “integrazione” dei più deboli, sia un comodo specchietto per le allodole da sfoderare in alcune situazioni, ma, in concreto, vuoto e privo di alcuna consistenza reale ed effettiva.
Al riguardo non possiamo non ricordarVi che “Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.» (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 25).
In osservanza di tale principio la costituzione Italiana all’art. 2 dispone “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Le politiche legislative in materia abitativa sono basate sulla tutela dei diritti inviolabili della persona, tutela che è strettamente legata ai compiti che lo Stato ha nel rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale (art. 3 Costituzione).
La tutela della personalità, della dignità, di cui agli articoli qui citati solo a titolo esemplificativo, ci è stata espressa attraverso la solidarietà che  in questo periodo la collettività (cittadini di Ravenna e dintorni) ci ha manifestato. Le Istituzioni, che alla realizzazione del bene comune, del rispetto della personalità dell’identità e della dignità della persona, sono chiamate per legge, col consenso espresso dai cittadini attraverso il voto, hanno solo di recente manifestato qualche timida apertura: attendiamo che nei confronti di quel bene comune che ha anche il nostro volto ed il volto dei nostri figli, nei confronti del diritto alla casa ed all’uguaglianza, Qualcuno intervenga attivamente e costruttivamente per farci sentire meno “svantaggiati” e più “cittadini” .
Nella Carta dei valori della cittadinanza e dell’ integrazione adottata dal Ministero dell’Interno, viene affermato che “L’Italia è impegnata perché tutti possano fruire di una abitazione adeguata ai bisogni della propria famiglia e a costi ragionevoli. Chi si trovi in stato di bisogno, o sia costretto a subire costi eccessivi per la propria abitazione, può rivolgersi alle autorità pubbliche o alle associazioni sindacali per ricevere assistenza o ottenere il rispetto dei propri diritti”.
E’ a Voi, quindi, Istituzioni in merito competenti e Associazioni a presidio dei cittadini svantaggiati oltre che dei lavoratori, che, per adesso, ci rivolgiamo al fine di “ricevere assistenza e ottenere il rispetto dei nostri diritti”. La presente viene inoltrata, per la sua pubblicazione, a diverse testate giornalistiche.
Cordiali saluti.
Il Presidente della cooperativa di autocostruttori Mani Unite