venerdì 17 agosto 2012

Autocostruzione edilizia, Autorecupero

cantiere di Filetto (RA) nel 2014.

Con il termine autocostruzione nel campo dell'architettura si indicano le strategie per sostituire con operatori dilettanti le imprese che, in una struttura produttiva evoluta, si occupano normalmente della realizzazione dell’edificio per conto dei suoi futuri utenti.


"Un ruolo decisivo in questa nuova attenzione è svolto da Alisei Ong, una Organizzazione non governativa fino ad allora attiva sul versante della cooperazione internazionale, settore nel quale operava anche con progetti di autocostruzione e autorecupero nei paesi in via di sviluppo.
Alisei comincia a promuovere l'autocostruzione e autorecupero nei paesi in via di sviluppo. Alisei comincia a promuovere l'autocostruzione come strumento di housing sociale in grado di contrastare il disagio abitativo e di favorire l'inserimento abitativo delle fascie più deboli, tra cui gli immigratiAlisei società cooperativa è nata a Terni nel 2001 nell'ambito di un Progetto Fertilità, promossa da Alisei Ong (esperta di autocostruzione nel Terzo Mondo) e dall'Associazione Cidis (da anni impegnata sul fronte dell'immigrazione), con la mission di far accedere alla proprietà (in autocostruzione) nuclei familiari deboli, italiani e stranieri. La funzione specifica della nuova cooperativa nel processo di autocostruzione era, ed è ancora, quella di esercitare il ruolo di Organismo di intermediazione per la promozione dell'iniziativa, la selezione degli autocostruttori, la costituzione delle cooperative, la loro assistenza sino al momento della loro piena assunzione di responsabilità nella gestione dei rapporti con un distinto organismo di progettazione ed assistenza tecnica. Questa separazione di ruoli risulta peraltro ben chiara sin dall'inizio laddove nel Programma umbro "Un tetto per tutti" ( e negli accordi con i Comuni di Perugia, Terni e Marsciano e con le cooperative edilizie) si specifica l'assegnazione del ruolo di promotore dell'iniziativa alla cooperativa sociale Alisei coop e di assistenza tecnica in cantiere alla Summa srl con sede a Milano.
Nel frattempo, infatti, nel 2004 un gruppo che aveva fatto parte di Summa srl costituisce a Milano la società Alisei Autocostruzioni srl, che rappresenta una articolazione di Alisei Ong.
Alisei Autocostruzioni diventa il principale riferimento delle pubbliche amministrazioni per i progetti di autocostruzione. Sono molti i cantieri affidati ad Alisei autocostruzioni, che si propone come soggetto gestore dell’intero processo: promozione, selezione e formazione degli autocostruttori, progettazione architettonica, gestione e direzione del cantiere, gestione economico-amministrativa, persino fornitura dei materiali.

Pur riconoscendo ad Alisei Ong e agli organismi che ne sono derivati un ruolo fondamentale nell’aver promosso l’autocostruzione tra gli strumenti dell’edilizia sociale e averla posta nell’agenda delle istituzioni locali, ne vanno invece analizzate criticamente – almeno per quanto riguarda Alisei Autocostruzioni - il modo di proporre e interpretare il ruolo di soggetto gestore e la capacità di coordinare il processo realizzativo.



Il personale tecnico qualificato a disposizione di Alisei Autocostruzioni era in numero limitato, e del tutto insufficiente alla pluralità delle situazioni che – per una crescente bulimia imprenditoriale - si è trovata a gestire.

Spesso questa è stata la causa dell’allungamento dei tempi di cantiere previsti, che vuol dire inevitabilmente lievitazione dei costi, frustrazione degli autocostruttori, sviluppo di tensioni tra le persone e tra loro e il soggetto gestore. La conduzione “dall’alto” dell’intero processo di autocostruzione – modello “chiavi in mano” – ha finito spesso per espropriare gli autocostruttori della necessaria partecipazione alle varie fasi del processo: progettazione, pianificazione economica, gestione del cantiere e dei tempi di lavoro.


Inoltre, l’amministrazione delle risorse economiche da parte di una impresa con una autonoma gestione finanziaria ha reso difficile per gli autocostruttori avere consapevolezza o esprimersi consapevolmente sull’uso delle risorse effettivamente destinate ad ogni singolo cantiere. Infine, siamo persuasi che le esperienze di autocostruzione, per quanto sia auspicabile la loro riproduzione e il loro allargamento, debbano mantenere ognuna una propria scala locale, una propria specificità, una prossimità agli enti e alle persone che ne sono coinvolti, elementi questi che consentono di tenere efficacemente sotto controllo tutte le possibili variabili del processo.
Non è in una logica di impresa, tantomeno di una impresa “nazionale”, che si possono rispettare e garantire queste specificità locali, questa vicinanza ai soggetti e all’esperienza importante che stanno vivendo.

Alisei comincia a promuovere l’autocostruzione come strumento di housing sociale in grado di contrastare il disagio abitativo e di favorire l’inserimento abitativo delle fasce più deboli, tra cui gli immigrati.



Nei mesi scorsi Alisei Autocostruzioni ha vissuto una fase in cui tutti questi aspetti critici sono venuti in evidenza e hanno mostrato le loro contraddizioni: diversi cantieri (peraltro aperti da molti anni) sono sospesi per esaurimento delle risorse, per mancato approvvigionamento di materiali, per l’insufficienza o l’assenza di personale tecnico; molti progetti approvati non sono stati mai avviati; sono iniziati contenziosi tra cooperative di autocostruttori, enti locali e Alisei autocostruzioni."

(dal libro Housing frontline. Inclusione sociale e processi di autocostruzione e autorecupero di Corrado Marcetti, Giancarlo Paba, Anna Lisa Pecoriello, Nicola Solimano).


Questo l'esito dei progetti avviati da Alisei ONG, riconosciuta e finanziata dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministero del Lavoro, dalla Commissione Europea e dalle principali agenzie delle Nazioni Unite nonché dalla Banca Mondiale, che ha come mission: "combattere le diseguaglianze, l'esclusione sociale e la povertà", o da società riconducibili ad essa:


VERGIATE-VR: concluso (24).
AMMETO MARSCIANO-PG: concluso nel 2007, gravi difetti di costruzione, infiltrazioni (13),
GABELLETTA-TERNI: rogitato nel 2012, dopo 10 anni dall'avvio del progetto. Costo: +50% (18)
RIPA-PG: concluso (14).
BESANA BRIANZA-MB: nel 2013 non risultava ancora concluso e occupato abusivamente (10).
PADERNO DUGNANO-MI: abbandonato da Alisei, le case sono occupate abusivamente (10).
TREZZO SULL'ADDA-MI fermo dal 2009, abbandonato al degrado (12).
PIEVE EMANUELE-MI: fermo, mancano 1,3 milioni di €, abbandonato al degrado (24).
VIMODROME-MI: cantiere interrotto dal 2009, abbandonato al degrado.
CASALMAGGIORE-CR: concluso con problemi strutturali, proprietari abitano senza avere rogitato
SANT'ENEA-PG: finito nel luglio 2012, costo della casa è lievitato dagli 88mila previsti a 130mila.
SANPOLINO-BR: case rase al suolo,
BAREGGIO-MI: annullato,
AMANDOLA-FM: mai avviato,
PADOVA: progetto realizzato per Rom. Concluso con fondi del Ministero,
CITTADELLA-PD: stipulata convenzione con Alisei nel 2006, progetto abbandonato un anno dopo (16).
MESTRINO-PD: stipulata convenzione con Alisei nel 2007, progetto abbandonato. Poche notizie.
MONTERIGGIONI-SI: ancor prima di far partire il cantiere con la cooperativa già avviata era già bella e sparita e i lavori non si sono mai avviati (25).
CADONEGHE-PD: bloccato per molto tempo, concluso nel 2013. Prezzo finale +50%.
PIEDIMONTE-CE: in corso,
VILLARICCA-NA: in corso, nel settebre 2014 subisce un fermo per un muro abusivo.
CAIAZZO-CE: progetto in fase di avvio.
PIANGIPANE-RA: terminato con finanziamento della Regione (26).
SAVARNA-RA: avviato nel 2005, concluso nel 2012 con finanziamento di 200.000 € Regione E.R (10).
CESENA-FC: avviato nel 2008, gestito in forma privata con regia di Alisei, concluso (20).
FILETTO-RA: bloccato dal luglio 2009, buco di 500.000 € (14).
MONFALCONE-GO: progetto di autorecupero, avviato nel 2011 non si hanno notizie a riguardo.
MAIOLATI SPONTINI-AN: progetto in fase di avvio. Bando pubblicato a luglio 2014.



Il cantiere di Filetto (RA) è stato occupato dalle famiglie di autocostruttori dal 26 giugno al 28 settembre 2012. Le immagini dell'occupazione le puoi vedere cliccando QUI

http://difesaconsumatori.eu/
L'occupazione è terminata il 29 settembre 2012, dopo 94 notti trascorso vivendo e dormendo gli scheletri delle case. Ad oggi, 5 giugno 2014 il Comune di Ravenna non solo non ha ancora trovato una soluzione, ma ha chiesto 3 milioni € di danni alle famiglie stesse rimaste senza casa.